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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

A Genova parte il primo ship recycling di tre navi da parte di San Giorgio del Porto (FOTO – VIDEO)

Dopo più di dieci anni il porto di Genova è stato liberato da due relitti abbandonati che in diverse occasioni avevano creato criticità e occupato preziosi ormeggi e spazi in banchina. Circa una quindicina d’anni ci sono voluti per arrivare all’ingresso del bacino di carenaggio di queste due unità mentre appena tre mesi saranno necessari per smaltirle in maniera eco-compatibile.

Con un’apposita conferenza stampa la Capitaneria di porto di Genova ha voluto ricordare la storia della general cargo Sentinel e della tanker Theodoros i cui destini si intrecciano da tempo per il comune stato di abbandono e per le difficoltà incontrate nel tempo per addivenire ad una facile e rapida soluzione.

La nave Sentinel nel lontano 2004 giungeva in porto a Genova dove veniva fermata a seguito del ritrovamento di migranti a bordo. Il Tribunale di Genova, con provvedimento del febbraio 2007, trattandosi di nave utilizzata per immigrazione clandestina, a seguito di atto definitivo di confisca, ne disponeva la consegna all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per la successiva demolizione.

Nel 2012 il Ministero dell’Ambiente, in risposta a uno specifico quesito formulato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova, ha confermato che la nave dovesse essere qualificata come “rifiuto” ai sensi della normativa ambientale vigente, ma fino al 2018 i vari tentativi di gestione delle procedure di gara per avviarla a demolizione non sono andati a buon fine.

In considerazione della situazione in atto e alla luce della progressiva entrata in vigore della normativa di settore (Reg. UE 1257/2013 relativo al riciclaggio delle navi; Decreto MIT/MATTM 12.10.2017 sulla disciplina delle procedure autorizzative per il riciclaggio delle navi; Certificazione ISO 30000 relativa al sistema di gestione per il corretto smaltimento/recupero delle navi), si è quindi instaurata “un’assidua e pragmatica sinergia tra la Capitaneria di porto di Genova e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di Genova”.

L’Autorità marittima, in particolare, attraverso un’attività di impulso e orientamento ha partecipato e condiviso tutti gli approfondimenti giuridici unitamente agli aspetti tecnico/nautici/marinareschi ritenuti necessari e fondamentali affinché l’Amministrazione Doganale potesse curare in modo esaustivo ed efficace tutti gli aspetti procedurali funzionali per l’avvio di una procedura di gara europea mirata ad affidare il servizio di riciclaggio/demolizione della Sentinel nel pieno rispetto della vigente normativa di settore.

La sistematica e costante collaborazione tra Autorità Marittima e Agenzia delle Dogane, con il contestuale interessamento di Rina Services in qualità di ente tecnico di classifica navale, ha consentito “di seguire percorsi virtuosi evitando potenziali criticità derivanti dalle condizioni di abbandono dell’unità, oramai in fase di progressivo deterioramento dello scafo e collegato sbandamento dell’unità, tanto da incidere negativamente sulle condizioni di stabilità e sull’integrità delle strutture, con possibili negative ripercussioni sulla sicurezza della navigazione e la tutela delle matrici ambientali”.

La positiva conclusione di tale procedimento amministrativo, anche da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha visto l’affidamento della Sentinel al cantiere navale San Giorgio del Porto operante nel porto di Genova, ad oggi unico cantiere nazionale iscritto nel registro nazionale ed europeo per il ship recycling. Contestualmente sono stati pianificati ed eseguiti tutti quegli interventi ritenuti necessari per il mantenimento in sicurezza dell’unità.

Diversa, pur con alcune similitudini, la storia della Tehodoros ormeggiata nel porto di Genova nell’estate 2006, quando fu posta sotto sequestro da parte del Tribunale di Genova per i debiti accumulati dalla proprietà della nave. La nave è stata successivamente abbandonata da armatore ed equipaggio e quindi cancellata dai registi dello stato di bandiera, diventando un bene apolide.

Tale unità, ultima bandiera Panama, per via dello stato di abbandono, del deterioramento strutturale e delle infiltrazioni d’acqua che iniziavano a presentarsi, ha iniziato a rappresentare un potenziale pericolo per la sicurezza della navigazione portuale e per la tutela delle matrici ambientali.

Per tale motivo, nel 2019, alla luce degli aggiornamenti normativi sul ship recycling e la necessità di addivenire in tempi certi all’avvio a riciclaggio della predetta nave,  la Capitaneria di Porto di Genova interessava opportunamente l’Avvocatura Distrettuale dello Stato, sostenendo la tesi che tale unità, in base alla normativa vigente dovesse essere giuridicamente qualificata come “rifiuto”. La stessa Avvocatura dava piena conferma alla tesi della Capitaneria di Porto, ritenendo l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale il soggetto pubblico competente ad attivare la procedura per la rimozione d’ufficio e la demolizione.

Nel dicembre 2019, a causa di un evento meteorologico particolarmente avverso, “la Theodoros rompeva gli ormeggi di prua condizionando gravemente la propria galleggiabilità” è stato ricordato. “Solo il tempestivo intervento di personale altamente qualificato della Capitaneria di Porto, con il prezioso ausilio dei Servizi Tecnico Nautici, consentì di ripristinare in emergenza le condizioni di sicurezza dell’unità, trasferendola presso un idoneo ormeggio”.

Anche per la Theodoros è nata una stretta e positiva sinergia tra l’Autorità Marittima e l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale che ha consentito a quest’ultimo ente, nel mese di maggio 2021, dopo un complesso iter amministrativo, di aggiudicare il servizio di demolizione sempre al cantiere San Giorgio nel rispetto della vigente normativa in materia di demolizione e smaltimento delle navi.

Lo scorso mese di giugno il Capo del Compartimento Marittimo e Comandante del Porto di Genova ha approvato i piani di riciclaggio di entrambe le “navi-rifiuto” predisposti da San Giorgio del Porto e lo scorso 1 luglio entrambe sono state trasferite a rimorchio nel bacino n.3, unitamente alla Mar Grande (altra nave cementiera che Italcementi ha scelto di far demolire in Italia) dove saranno demolite nell’arco di tre mesi.

Il trasferimento in sicurezza delle unità all’interno del bacino di demolizione si è svolto con condizioni meteomarine favorevoli e nel rispetto di tutte le prescrizioni, comprese quelle indicate da Rina Services, riassunte in una specifica autorizzazione al trasferimento a rimorchio emanata dall’Autorità marittima, unitamente a un’ordinanza che ha assicurato la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare negli specchi acquei interessati dalle tre movimentazioni.

“Grazie alla sinergica e positiva azione esercitata, a partire dal 2019, da tutte le amministrazioni e i soggetti a vario titolo coinvolti (Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Capitaneria di Porto di Genova, Rina Services, Servizi Tecnico Nautici portuali e San Giorgio del Porto) si è strategicamente pervenuti al favorevole epilogo della questione, consentendo al porto di Genova di inanellare un ulteriore e strategico primato nazionale in campo ambientale, trattandosi delle prime navi che vengono demolite in Italia in attuazione della normativa di ship recycling” ha sottolineato l’Autorità marittima.