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L’International Transport Workers’ Federation riapre la battaglia contro le bandiere di comodo

Appello per lo smantellamento di un sistema che durante le crisi geopolitiche come quella di Hormuz raggiunge i picchi di sfruttamento

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
19 Maggio 2026
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FOC Photo_2

La crisi di Hormuz e i suoi effetti sui marittimi intrappolati sono un cascame del sistema delle bandiere di convenienza.

Ne è convinta l’Itf – International Transport Workers’ Federation, che, ad esito di una riunione del Fair Practices Committee, ha rilanciato l’appello “per un cessate il fuoco permanente e una completa de-escalation da parte di tutte le parti, nonché per l’avvio urgente di un’azione diplomatica fondata sul diritto internazionale”, condannando “i bombardamenti illegali perpetrati da Israele e dagli Stati Uniti, e i successivi attacchi di rappresaglia lanciati dall’Iran in tutta la regione, in violazione della norma più fondamentale del diritto internazionale: il divieto dell’uso della forza”.

In una nota Itf ha evidenziato che “i marittimi sono stati uccisi e feriti in attacchi in una zona di guerra in cui non hanno scelto di entrare. Sono lavoratori provenienti in gran parte dal Sud del mondo, lontani da casa, che trasportano il carico del mondo per conto di tutte le nostre economie e comunità. Eppure vengono usati come pedine in un conflitto geopolitico”.

L’Itf e i sindacati affiliati combattono da decenni il sistema della “bandiera di comodo” (Foc), strumento di tale situazione: “Lo abbiamo denominato, abbiamo condotto campagne contro di esso, ne abbiamo documentato le conseguenze umane e abbiamo chiesto ai governi di intervenire per porvi fine. Lo ribadiamo con forza: il sistema Foc è la mela marcia alla base dello sfruttamento dei marittimi. In questa crisi, è responsabile di molti degli abusi con cui i nostri ispettori e i team di supporto hanno a che fare quotidianamente. È la struttura che permette la creazione della flotta fantasma, le cifre record degli abbandoni e i peggiori abusi della crisi del cambio equipaggio dovuta al Covid-19. E i governi hanno scelto, anno dopo anno, crisi dopo crisi, di deludere i marittimi”.

Dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, l’Itf ha ricevuto oltre 2.200 richieste di assistenza da parte di marittimi nella regione. La metà riguarda salari non pagati e indennità contrattuali; circa il 20% sono richieste di rimpatrio; e circa il 10% concerne navi con scorte di carburante e rifornimenti essenziali in grave difficoltà. Ad oggi, l’Itf ha contribuito al rimpatrio di oltre 540 marittimi.

“Questa crisi non è arrivata senza preavviso. I dati dell’Itf hanno mostrato che il 2025 è stato ancora una volta l’anno peggiore in assoluto per l’abbandono dei marittimi: 6.223 marittimi abbandonati, un aumento del 32% rispetto all’anno precedente e il sesto anno consecutivo di casi in crescita.  Nell’ambito del sistema Foc (Free of Carriage), un armatore può registrare una nave in uno Stato senza alcun legame effettivo con la sua proprietà, gestione o operatività, in violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare. In cambio di tasse di registrazione, gli Stati di bandiera offrono un controllo minimo e una responsabilità pressoché nulla. Stanno vendendo una sovranità senza controlli. Le peggiori bandiere Foc hanno dimostrato una totale mancanza di responsabilità nei confronti dei propri equipaggi. Questa è una scelta, la scelta di riscuotere le tasse di registrazione anziché far rispettare e proteggere i diritti dei marittimi”.

Da qui il rilancio di una serie di richieste da parte di Itf: “Obbligo di trasparenza sulla titolarità effettiva per tutte le immatricolazioni delle imbarcazioni; indagini governative sul sistema Foc; applicazione del principio del ‘legame autentico’: gli Stati che emettono bandiere e che non sono in grado di dimostrare tale legame dovrebbero perdere il diritto di emettere bandiere; piena responsabilità per gli Stati di bandiera che violano ripetutamente gli obblighi previsti dalla Convenzione sul lavoro marittimo; diritto garantito al rimpatrio, al recupero del salario e al risarcimento legale per i marittimi abbandonati, con gli Stati di bandiera ritenuti finanziariamente responsabili qualora gli armatori non siano rintracciabili”.

Secondo il sindacato internazionale “il sistema Foc è stato costruito ed espanso attraverso scelte attive dei governi. Può essere riformato attraverso scelte diverse. L’abbandono dei marittimi, le operazioni sotto falsa bandiera, le flotte ombra, l’elusione delle sanzioni: questi sono esiti interconnessi di un sistema fallimentare. Continueranno a ripetersi finché il sistema non verrà riformato. Ne abbiamo abbastanza. Basta sfruttamento. Basta abbandono. Basta un sistema che tratta le persone che fanno funzionare l’economia globale come se fossero sacrificabili”.

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