Via libera Antitrust all’acquisizione di Jobson da parte di Msc
Secondo il Garante l’operazione non comporta rischi di concentrazione o restrizione della concorrenza
Aperto un faro nelle scorse settimane, l’Antitrust ha deciso di non avviare un’istruttoria sull’acquisizione di Jobson Italia da parte di Shipping Agencies Services, controllata da Msc.
L’operazione è strutturata nella creazione di una newco, controllata al 64% da Sas e partecipata per il resto da Alessandro Barsi e Giuliano Allegri, oggi azionisti unici di Jobson mediante la holding svizzera Asso (in subordine al verificarsi di alcune condizioni sospensive omissate nella documentazione Antitrust). Essa è stata inquadrata dal Garante in un mercato delle riparazioni navali “quantomeno di dimensione europea o addirittura mondiale”. Ma anche qualora si considerasse il solo mercato europeo, il peso di Msc – di cui vengono elencate le partecipazioni nel comparto: Engine Deck Repair, Wilson Sons Estalerios, Palumbo Shipyard, Palumbo Malta Shipyard, La Nuova Meccanica Navale, Grand Bahama Shipyard – non è comunque tale da ingenerare effetti distorsivi.
In particolare, “con riferimento al mercato della riparazione e manutenzione navale, sotto il profilo orizzontale, l’Operazione comporta sovrapposizioni soltanto marginali tra le attività del Gruppo Msc e quelle di Jobson Italia e Uasc Uae (controllata emiratina di Asso, ndr). In particolare, il Gruppo Msc risulta presente nel mercato della riparazione e manutenzione navale in misura del tutto limitata, con una quota inferiore all’1%. Ne consegue che la quota congiunta dell’entità risultante dall’Operazione rimarrà comunque esigua e non idonea a determinare significative modifiche della struttura concorrenziale del mercato”.
Ma anche per quel che riguarda il “possibile rischio di preclusione della clientela, la domanda di servizi di riparazione e manutenzione navale riconducibile al Gruppo Msc appare limitata rispetto alla domanda potenziale complessiva del mercato e non appare idonea a determinare rischi di preclusione nei confronti dei fornitori concorrenti. (…) Anche considerando una possibile dimensione europea, la domanda attribuibile al Gruppo Msc non appare tale da conferire all’entità un potere significativo sul lato della post-merger domanda”.
Idem dicasi per il mercato dei rotabili ferroviari (una piccola porzione dell’attività di Jobson è relativa al comparto, in cui Msc è attiva sia sul lato della trazione, con Italo e Medlog, che in quello della produzione, con Innoway, unica non citata dall’Antitrust), sicché “l’operazione non appare idonea a ostacolare la concorrenza nei mercati in cui operano le Parti e a determinare la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante”. Motivo per cui l’Autorità garante della concorrenza e del mercato non aprirà una specifica istruttoria.
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