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Economia

Al via il nuovo regime Ue sull’import di acciaio

Dazi al 50%, limitazione della quota esente e nuovo principio del melt & pour per stabilire l’origine doganale, ma resta il nodo dei contingenti tariffari per singolo paese

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
30 Giugno 2026
Stampa
Ravenna porto – coil – Marcegaglia (25)

Entrerà in vigore domani, 1 luglio, il nuovo regime di protezione dell’industria siderurgica Ue, volto in particolare a metterla al riparo dall’eccesso globale di produzione di acciaio.

Le norme introducono una soglia più bassa per la quota di importazione annua esente dai dazi, fissandola a 18,3 milioni di tonnellate annue (-47% sul 2024), portando parallelamente al 50% (dall’attuale 25%) la tariffa per le eccedenze e per i prodotti siderurgici non coperti da essa. Lo schema – che sostituisce quello vigente, in scadenza oggi 30 giugno – rafforza inoltre la tracciabilità dell’acciaio, introducendo il ‘principio di fusione e colata’, per stabilirne l’origine ed evitare elusioni.

Un commento a questa novità arriva dallo Studio Armella e Associati, che ricorda innanzitutto come le misure siano state introdotte tramite il Regolamento Ue 2026/1384, pubblicato in Gazzetta Europea il 24 giugno.

Il nuovo regime, spiega la nota, introduce innanzitutto un sistema di contingenti tariffari esente da dazi per 28 categorie di prodotti siderurgici classificati nei Capitoli 72 e 73 della Nomenclatura Combinata, per un volume annuo complessivo di 18,345 milioni di tonnellate.
Esaurita questa quota, sulle importazioni aggiuntive si applicherà un dazio pari al 50% del valore della merce (dall’attuale 25%). F

Restano fuori da tale regime tutti i prodotti siderurgici originari di Islanda, Liechtenstein o Norvegia, nonché dei Paesi nei confronti dei quali si applicheranno misure di salvaguardia bilaterali.

Il regolamento, spiega ancora la nota, introduce inoltre il criterio del ‘fuso e colato’ (c.d. melt and pour) per determinare l’origine doganale dei prodotti interessati. Alle merci importate nel territorio dell’Unione sarà attribuita l’origine del luogo in cui il ferro o l’acciaio grezzo sono inizialmente lavorati in forma liquida e colati allo stato solido. Questo allo scopo di prevenire fenomeni elusivi delle tariffe, come lavorazioni minime sui prodotti.

Resta invece ancora un tema chiave per gli operatori, ovvero quello della ripartizione dei contingenti tariffari per singolo Paese (al riguardo sono infatti ancora in corso i colloqui tra la Commissione europea e i suoi partner commerciali, per individuare le quote di importazione assegnate a ciascuno di essi). Mentre si attende la pubblicazione degli appositi atti esecutivi che li individueranno, secondo lo Studio Armella l’ipotesi più probabile è che il nuovo regime possa partire con contingenti gestiti inizialmente a livello globale ma tra gli operatori serpeggia anche il timore che la successiva ripartizione per Paese possa produrre effetti retroattivi.

Tutti nodi che rendono necessario un intervento tempestivo della Commissione europea, la quale dovrà “definire regole applicative chiare, considerati i potenziali effetti derivanti dall’attuazione del nuovo regime”.

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