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Market report

Sace prevede un triennio di crescita per l’export italiano

L’ultimo report dell’agenzia stima un aumento delle vendite estere del 2%, 2,5% e 2,8% negli anni da 2026 a 2028

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
8 Luglio 2026
Stampa
Italia Marittima – Marina Militare (1)

L’export italiano conferma capacità di tenuta e prospettive di crescita, pur in un contesto estremamente incerto quale quello attuale. Lo sviluppo sarà pari al +2% nel 2026, per poi salire al 2,5% nel 2027, raggiungendo 675 miliardi di euro, e al 2,8% nel 2028, quando supererà i 690 miliardi di euro. È quanto emerge dal Rapporto Export 2026 di Sace, intitolato ‘Re-Agire: l’Italia alla sfida dell’export globale’, presentato nei giorni scorsi.

Dinamiche, spiega l’agenzia, possibili in uno scenario di graduale ritorno alle condizioni pre-conflitto in Medio Oriente e coerenti con il percorso verso l’obiettivo dei 700 miliardi di export, che si raggiungerà continuando a sostenere diversificazione dei mercati, iniziative di sviluppo delle imprese italiane all’estero e supporto di Sistema, in linea con il nuovo Piano Strategico 2026-2028 SACE50.

“La sfida – ha però sottolineato Alessandro Terzulli, Chief Economist di Sace – non è solo ‘andare all’estero’, ma farlo in modo strategico: una diversificazione intelligente, che combini mercati maturi e nuove geografie ad alto potenziale con adeguati strumenti di protezione dai rischi, rappresenta la chiave per sostenere nel tempo la competitività internazionale delle nostre imprese, sia dal punto di vista dei mercati di sbocco che da quello dei mercati di approvvigionamento.”

Sul piano geografico, l’Asia-Pacifico secondo l’agenzia si conferma tra le aree più dinamiche per l’export italiano, con vendite pari a 60,3 miliardi di euro nel 2025 e attese in crescita del 3,5% nel 2026 e del 3,4% medio annuo nel biennio 2027-28, sostenute da investimenti in innovazione, transizione verde, infrastrutture sostenibili e nuove catene di approvvigionamento.

Per il Medio Oriente, dopo la contrazione prevista nel 2026 legata alla crisi nell’area del Golfo, è attesa una crescita decisa nel biennio successivo, con un incremento medio del 5,3%.

In America Latina, le vendite sono previste in aumento del 2% nel 2026 e del 3,1% medio annuo nel 2027-28, alimentate dai progetti in ambito energetico e dalla riorganizzazione delle catene del valore.

L’Africa, anche grazie al Piano Mattei, presenta spazi di sviluppo per macchinari, tecnologie e beni intermedi. Ad oggi l’export verso i 18 Paesi prioritari del Piano vale 14,4 miliardi di euro, in crescita del 4,1% rispetto al 2024.

L’Europa avanzata resta infine il principale bacino di destinazione tra i mercati maturi, con 346 miliardi di euro di export nel 2025 e una crescita attesa del 2,5% nel 2026, mentre quella Centro Orientale mostra profili di crescita significativamente superiori alla media nell’intero triennio. Anche il Nord America offre prospettive positive, con un incremento previsto dell’1,9% nel 2026 e del 3,2% medio annuo nel biennio successivo.

In questo quadro, sono 16 i Paesi strategici – Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Messico, Corea del Sud, Brasile, India, Singapore, Marocco, Egitto, Thailandia, Malaysia, Vietnam, Kazakistan e Filippine – che secondo Sace offrono una “piattaforma di diversificazione intelligente, integrando mercati già presidiati con geografie più dinamiche”. Per queste destinazioni, la previsione è di un incremento medio del 4,4% nel 2027-2028, superiore a quella dell’export complessivo, fino al raggiungimento di 92 miliardi di euro.

Il rapporto sottolinea inoltre come circa il 41% della produzione manifatturiera italiana sia attivata, direttamente o indirettamente, dai processi produttivi internazionali. Le filiere italiane rappresentano oltre la metà del fatturato nazionale e mostrano una propensione all’export nettamente superiore alla media dell’economia italiana: circa il 32% contro circa il 15%.

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