Lavoro portuale previsto in calo a Savona e Vado Ligure nel prossimo triennio
L’Adsp prevede una contrazione di 24 unità, ma a fronte di previsioni di crescita di traffico talvolta in contraddizione con i risultati dei primi cinque mesi del 2026

Se il Piano organico del porto appena approvato dall’Autorità di sistema portuale del Mar ligure occidentale contiene modeste aspettative di crescita per il lavoro portuale a Genova (nuovi posti di lavoro ma meno avviamenti per l’articolo 17 Culmv), le prospettive per Savona e Vado Ligure sono peggiori.
Negli scali ponentini, infatti, fra tre anni l’occupazione di imprese portuali, terminalisti e fornitore di manodopera temporanea (Culp) scenderà, passando da 1.029 a 1.005 unità, malgrado – come ricorda l’ente – da aprile scorso sia effettivo un aumento dell’organico autorizzato alla Culp (art.17), passata da 170 a 187 lavoratori, compagnia per la quale, peraltro, a differenza di quella genovese, si prevede nel triennio un aumento delle chiamate, dalle 41mila circa del 2025 a quasi 48mila nel 2028, in virtù del previsto boom di traffico auto, cresciuto sensibilmente in effetti nei primi cinque mesi del 2026 (da 44mila a 56mila unità, +27%).
Difficilmente, invece, sarà rispettata la crescita che l’Adsp prevede per uno dei terminal più significativi in termini occupazionali, vale a dire il full container Vado Gateway: secondo l’ente già quest’anno si dovrebbe arrivare a quasi un +10%, ma a fine maggio il risultato progressivo era del -5,1%.
Anche sul fronte dei rotabili, l’Adsp ha basato le sue proiezioni sulla “ricognizione effettuata presso gli operatori”, marcando per Savona Terminal Auto una crescita del 31% in termini di metri lineari, per attestarsi quest’anno a 2,28 milioni di metri lineari e arrivare nel 2028 a superare i 2,3. Fino a maggio scorso il traffico risultava pressoché costante (+0,6%).
Per quel che riguarda i terminal multipurpose, pure il Reefer sta ‘tradendo’ le aspettative di crescita contenuto nel Piano organico porto dell’Adsp, registrando perdite sia sui container che sulla merce varia, mentre Savona Terminals, da cui ci si attendeva un +8,6% già quest’anno, a fine maggio registrava andamenti altalenanti a seconda delle merceologie, con un risultato complessivamente negativo rispetto ai primi mesi del 2025. Per gli operatori delle rinfuse solide le prospettive sono tutte di ridimensionamento (confermate dai numeri di maggio) e l’unico a cui Adsp ha attribuito una crescita già nel 2026 (Terminal alti fondali) a fine maggio era a -9%.
Poco impattanti sull’occupazione i leggermente positivi risultati previsti (e finora realizzati) dal comparto delle rinfuse liquide, mentre le crociere (Costa) più dei traghetti (Forship) stanno ad oggi rispettando le attese di crescita comunque non particolarmente elevate.
Secondo la port authority, in conclusione, nel triennio per “le imprese dello scalo savonese la tendenza mostra una contrazione di 24 unità riconducibile interamente tra gli amministrativi di una singola impresa del comparto rinfuse liquide” (non meglio precisata), ma è evidente che, qualora il divario fra prospettive di traffico e risultati concreti si mantenesse come quello riscontrabile nella prima metà dell’anno, sull’occupazione portuale potrebbe addensarsi nubi anche più fosche.
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