Continua la discesa dei noli container spot Cina – Italia
Drewry registra una media di 4.866 dollari sulla rotta Shanghai – Genova (-2% rispetto alla scorsa settimana)

Sui corridoi marittimi dall’Asia verso il Nord Europa e il Mediterraneo continua a osservarsi una progressiva e costante flessione dei noli spot per il trasporto di container, in atto ormai da oltre un mese, generata principalmente dall’aumento della capacità offerta dalle compagnie marittime, dal progressivo esaurimento dell’effetto delle spedizioni anticipate e dal graduale ripristino dei servizi marittimi attraverso il Canale di Suez.
I primi hanno raggiunto in media i 4.801 dollari per un box da 40 piedi, mentre per i secondi l’importo si è attestato a 5.526 dollari.
Lo rileva una analisi di Kelmer su dati di Xeneta. Più nel dettaglio, guardando alle rilevazioni settimanali del Drewry Container Index, i noli Shanghai – Genova sono arrivati (-2% rispetto alla scorsa settimana) a 4.866 dollari per container da 40 piedi, mentre quelli dallo stesso scalo in direzione di Rotterdam (-3%) sono scesi a 4.287 dollari.
Diverso secondo Kelmer l’andamento delle tariffe per le spedizioni gli Stati Uniti, sostenuto in particolare dalla incertezza del mercato, con i noli orientati al rialzo.
In particolare, quelli dall’Estremo Oriente verso la costa ovest del paese sono attualmente pari a 7.193 dollari per Feu (Forty-foot Equivalent Unit, ovvero sempre i container da 40 piedi), mentre verso la costa est l’importo è addirittura di 10.527 dollari. Da rilevare che invece Drewry, dopo aver registrato il rialzo nelle scorse settimane, in questa ultima segnala ora una inversione di marcia.
In particolare il nolo della tratta Shanghai – Los Angeles arresta la sua crescita rispetto a sette giorni fa, fermandosi a 6,818 dollari, mentre quello relativo alle spedizioni verso New York, dopo aver toccato il picco dei 9.507 dollari, ora evidenzia una flessione (-2%) a 9.333 dollari. Per le prossime settimane gli analisti britannici, dati i blank sailing disposti dai carrier, stimano comunque una minor volatilità dei noli. Una previsione simile viene fatta da Drewry anche per le tariffe delle spedizioni dall’Asia in direzione dell’Europa.
Nel complesso, l’andamento del mercato dei noli all’orizzonte resta però decisamente instabile, data la parziale chiusura dello stretto di Hormuz e il progressivo ritorno dei carrier su Suez, fenomeni a cui ora si sommano anche la congestione dei porti asiatici e le restrizioni che il meteo sta imponendo sul fiume Reno e sul canale di Panama. A questi elementi di incertezza, Kelmer aggiunge anche il possibile aumento del costo del petrolio, che potrebbe spingere verso l’alto il costo del bunker e quindi le tariffe del trasporto.
Dal lato dei carrier, sono invece attesi interventi di gestione di capacità, che porteranno a nuovi blank sailing. Tirando le somme, il consiglio di Drewry a caricatori e spedizionieri è quindi quello di prenotare per tempo i propri slot e di considerare un lead time esteso, mentre il suggerimento di Kelmer agli operatori è di orientarsi su contratti indicizzati, in luogo dei tradizionali accordi a nolo fisso di lunga durata, allo scopo di ridurre l’esposizione agli improvvisi sbalzi del mercato e gestire con maggiore flessibilità le relative conseguenze economiche.
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