Brindisi, Livorno e Palermo saranno i porti scalati dai nuovi traghetti ro-pax cinesi di Grimaldi
Il vertice della shipping company partenopea critico con la riforma portuale: “La differenza la fanno gli uomini”. Risultati 2026 del gruppo verso un nuovo record

Pula (Cagliari) – I nuovi traghetti ro-pax methanol ready da 3.300 metri lineari e 2.500 passeggeri ordinati da Grimaldi in Cina (cantiere China Merchants) e attesi al debutto sul mercato a partire dal 2028 saranno impiegati “sulle linee fra Livorno e Palermo, fra Igoumenitsa e Brindisi e fra Pireo e Heraklion in Grecia. Gli altri tre verranno operati da Finnlines”. Ad annunciarlo a SHIPPING ITALY è stato Emanuele Grimaldi, amministratore delegato di Grimaldi Group, a margine della conferenza stampa tenutasi in occasione della XXVII Euromed Convention “From Land to Sea” a Forte Village in Sardegna.
Forte di un 2026 che sarà “probabilmente il migliore della storia di Grimaldi” da un punto di vista dei risultati (oltre che per i noli marittimi elevati anche grazie ad alcune plusvalenze sulla vendita di alcune navi), il vertice del gruppo armatoriale partenopeo pensa già al futuro con un altro ciclo di ordini da 2-3 miliardi in nuove costruzioni.
A proposito dei temi di attualità Emanuele Grimaldi ha parlato anche della riforma dell’ordinamento portuale in atto esprimendo un parere piuttosto critico. “La vera differenza la fanno gli uomini che vengono scelti più ancora dei modelli di governance” ha affermato. “Centralizzare per certi versi può essere utile e una forma di governo centrale è necessaria ma che l’attività la faccia il Ministero dei Trasporti invece che un’altra nuova società cosa cambia? Manca semmai una Direzione dei porti forte al Ministero dei Trasporti. Una nuova autorità centrale (la Porti Spa, ndr) non può delegittimare il presidente di un’Autorità portuale” secondo il parere dell’esperto armatore napoletano. Che infine ha aggiunto: “Non ne fare una questione tanto di governance ma di persone giuste, devono essere manager bravi. L’attività commerciale di un porto dev’essere fatta nell’interesse delle città che lo ospitano”.
L’Euromed Convention “From Land to Sea” (appuntamento divenuto biennale) ha messo come sempre a confronto istituzioni, fornitori, autorità portuali e rappresentanti di Grimaldi Group su tre grandi temi che stanno ridisegnando il trasporto marittimo: decarbonizzazione, geopolitica mediterranea e logistica automotive.
Il primo panel, dedicato a “Shipping in Transition: Innovation, Regulation and Sustainability”, ha affrontato la sfida della decarbonizzazione alla luce della strategia Imo, che punta ad azzerare le emissioni di gas serra entro il 2050 con target intermedi vincolanti già nel 2030 e nel 2040. Il dibattito ha individuato tre fattori interdipendenti: l’innovazione tecnologica legata ai nuovi carburanti (idrogeno, ammoniaca, metanolo) e all’elettrificazione delle banchine; il fattore umano, con l’impatto dell’intelligenza artificiale sulle connessioni onshore e offshore; e la chiarezza normativa, che ha trasformato la sostenibilità da scelta etica a requisito di compliance e competitività.
Il secondo panel ha messo a fuoco le “Geoeconomic & Geopolitical Challenges for Maritime Transport in the Med Area”. I rischi legati alla sicurezza dei choke point – Canale di Suez e Stretto di Hormuz in primis – stanno pesando sui flussi commerciali. Tre gli aspetti indicati come prioritari per il futuro del trasporto marittimo nel Mediterraneo: la vulnerabilità delle rotte commerciali, con riflessi su supply chain, noli e sicurezza della navigazione; il ruolo dei porti della sponda Nord, da riorganizzare alla luce dei cambi di rotta transoceanici; e gli equilibri economici europei, tra sicurezza energetica, autonomia industriale e centralità logistica del Mediterraneo.
Ha chiuso la convention il panel “Automotive Seaborne Trade: A Challenging World”, dedicato al comparto car carrier e ro-ro, alle prese con una profonda riorganizzazione trainata dalla transizione elettrica e dall’ingresso di nuovi player sul mercato. Tre gli elementi strategici emersi: la riconfigurazione dei flussi e della capacità di stiva, spinta dall’ascesa di nuovi mercati produttori ed esportatori nel Sud Est asiatico; la sicurezza legata al trasporto di veicoli elettrici e alla gestione delle batterie al litio, insieme alle normative sulla decarbonizzazione delle flotte; e la resilienza della catena logistica, chiamata a integrare trasporto marittimo, terminal portuali e connessioni terrestri.
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Grimaldi verso un altro piano d’investimenti da 3 miliardi in navi multipurpose e con-ro




