Congestione portuale e difficoltà a trovare spazio in stiva le criticità logistiche di Kimbo
Container su più navi e sbarchi anche a Gioia Tauro sono alcune delle soluzioni messe in campo dall’azienda per ridurre i rischi della supply chain, ha spiegato il Direttore Acquisti, Logistica & Pianificazione Paolo Ambrosino

Milano – La supply chain del caffè di Kimbo è soggetta a “tutti i rischi globali, da quelli climatici a quelli geopolitici, fino a quelli legati alle nuove normative Ue”. Oltre naturalmente ai rischi connessi ai trasporti marittimi, dati i Paesi di approvvigionamento della materia prima come Vietnam, Brasile e India.
In materia di trasporti per Kimbo – ha spiegato a margine a SUPPLY CHAIN ITALY – le criticità principali sono rappresentate”dalla congestione portuale, in particolare in scali come Santos o Mangalore, e dalla difficoltà di reperire spazio in stiva”, acuitisi dopo il Covid.
Per mitigare i vari rischi del trasporto via mare, la torrefazione napoletana – che gestisce un volume annuo di circa 1.500 Teu – sta intervenendo su più fronti: “Ripartendo i container su più partenze navi dello stesso servizio”, “monitorando costantemente i lead time” e “scegliendo rese Cif o Fob, a seconda che il nostro fornitore abbia una capacità di gestione degli imbarchi superiore alla nostra”. Come per altre aziende, anche per Kimbo insomma “il costo non è più l’elemento primario” in questo tipo di valutazione.
La diversificazione interessa anche la tratta finale della catena logistica. “In origine i nostri container arrivavano tutti nel porto di Napoli. Ora una parte sbarca a Gioia Tauro e da lì raggiunge via treno, sul servizio di Medlog-Medway, l’interporto di Nola”. Discorso simile per l’organizzazione dei viaggi: Kimbo, spiega Ambrosino, si affida allo spedizioniere Il Polo del caffè, specialista dei flussi logistici del caffè verde, di cui detiene una quota, e che ha sede proprio nello scalo intermodale campano. Ma intrattiene un confronto diretto anche con le compagnie e “mantiene aperti diversi canali, ad esempio con Pacorini”, altro spedizioniere specializzato in questa materia prima.
Il trasporto rappresenta solo uno degli elementi di rischio. A monte resta fondamentale la pianificazione ad ampio raggio: “Ad agosto abbiamo già iniziato a lavorare sulla campagna 2027”. Così resta cruciale la necessità di monitorare la qualità delle forniture, in cui Kimbo interviene “facendo un attento screening per scegliere quelli affidabili: tra i trader non tutti hanno la stessa efficacia nel controllo”, anche con periodiche visite in loco, e utilizzando una strategia multi-sourcing affidandosi “per ogni cosa a due o tre soggetti”. Fino a poter intervenire ancora più all’origine, se necessario: “Sviluppiamo continuamente miscele di caffè alternative, con qualità interna e dei fornitori, in modo da poter avere sempre a disposizione anche le opzioni 2 e 3”.
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