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Il Mediterraneo sarà area Seca da Maggio del 2025

Le associazioni Cittadini per l’Aria e Nobu chiedono la Neca, un’Area a Controllo delle Emissioni di azoto

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
16 Dicembre 2022
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Nel corso dell’ultimo Marine Environment Protection Committee (Mepc) dell’Imo tenutosi questa settimana a Londra è stato concordato il calendario per l’ingresso del Mediterraneo fra le aree Seca (sulphur emission control area), area a controllo delle emissioni di zolfo. A partire dal 1 maggio 2025 il tratto di mare compreso fra Sud Europa, Africa Settentrionale e Vicino Oriente richiederà a tutte le navi in navigazione di utilizzare un carburante con un limite di zolfo non superiore allo 0,1%, rispetto allo 0,5% standard. Questo provvedimento fa seguito a una lunga battaglia durata più di 10 anni condotta da molte città di mare, soprattutto in Europa, per ridurre l’inquinamento causato dalle navi.

Le altre aree Seca nel mondo includono il Mar Baltico, il Mare del Nord, l’area nordamericana che copre le zone costiere degli Stati Uniti e del Canada e l’area del Mar dei Caraibi degli Stati Uniti intorno a Porto Rico e alle Isole Vergini.

L’associazione italiana Cittadini per l’Aria, assieme alla tedesca Nabu e alla rete di associazioni europee e italiane impegnate nel progetto ‘Facciamo respirare il Mediterraneo’ per la riduzione delle emissioni inquinanti dall’industria dei trasporti marittimi, ha accolto con favore il progressivo abbandono dell’olio combustibile pesante (Hfo), il passaggio a carburanti più puliti e il conseguente miglioramento della qualità dell’aria che deriverà da questa decisione per i 150 milioni di persone che vivono nella regione mediterranea. Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria, ha così commentato la notizia: “Siamo lieti che i nostri sforzi pluriennali abbiano avuto successo. Questa decisione rappresenta un enorme passo avanti verso un trasporto marittimo più pulito. L’aumento dei requisiti di qualità del carburante non solo serve a ripulire l’aria in modo sostanziale, ma incoraggia anche l’efficienza energetica e le misure climatiche nel trasporto marittimo. Siamo tuttavia delusi per il fatto che i responsabili politici abbiano perso l’occasione di costituire un’Area Eca integrale, che riguardi sia lo zolfo che gli ossidi di azoto”.

Secondo queste associazioni “per ripulire davvero l’aria nelle città di porto e nelle zone costiere, e tutelare l’ambiente marino, è necessario istituire rapidamente un’Area a Controllo delle Emissioni di azoto (Neca). Solo un’area di controllo integrale, che limiti le emissioni di zolfo e azoto, come quella già esistente in Nord America e in Europa del Nord, porterebbe a un ulteriore netto miglioramento della qualità dell’aria, favorendo anche il necessario passaggio a carburanti sintetici rispettosi del clima originati dalle energie rinnovabili. “Non dovremmo sprecare tempo e denaro in soluzioni che inquinano come gli scrubber o il Gnl, ma adottare misure tecniche che affrontano sia gli inquinanti atmosferici che le emissioni di gas serra” dicono da Nobu.

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