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Gli armatori pagheranno tre miliardi per le loro emissioni nel 2024

La stima sui costi dell’estensione al trasporto marittimo dell’Ets è contenuta nell’aggiornamento dello studio di Assarmatori, Confitarma e Rina inviato al Cipom

di Redazione SHIPPING ITALY
20 Marzo 2024
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Traghetti fumo dai fumaioli – inquinamento – emissioni (2)

Varrebbero tre miliardi di euro le emissioni di CO2 del trasporto marittimo in Europa nel 2024.

Il numero emerge da una nota diffusa oggi da Assarmatori e Confitarma per render noto di aver “inviato al Comitato di Esperti nominato in seno al Cipom (Comitato Interministeriale per le Politiche del Mare) e al Capo di Gabinetto del Ministero per le Politiche del Mare e la Protezione Civile Riccardo Rigillo l’aggiornamento del documento ‘La rotta verso il net zero. Insieme per decarbonizzare il settore marittimo’, redatto insieme a Eni con la collaborazione di tre delle più grandi aziende produttrici di motori navali (Wärtsilä, WinGD e Man Energy Solutions), oltre a Unem, Federchimica/Assogasliquidi, Assocostieri e Rina, che ha supervisionato il lavoro di 40 esperti iniziato nel marzo scorso”.

Il testo spiega che “secondo una ricerca condotta anche da RINA e contenuta nell’aggiornamento del documento l’estensione del sistema Ets al trasporto marittimo comporterà nel 2024 più di tre miliardi di costi da parte delle compagnie a causa delle emissioni di CO2 prodotte”, anche se non spiega fra quali compagnie e in quali proporzioni. “Il dato è stimato sulla base delle emissioni rendicontate nel sistema EU MRV (Monitoring, Reporting, Verification) nel 2022, tenuto conto di un periodo di introduzione graduale dell’ETS che prevede vengano restituite nel 2025 le quote solo per il 40% delle emissioni di CO2 relative al 2024 e considerato il valore delle quote di CO2 (EU Allowances – EUA) pari a un valore medio di 100 euro per tonnellata di anidride carbonica”.

Un elemento questo che, secondo le associazioni armatoriali, rende ancor più rilevante il tema della decarbonizzazione dello shipping e ancor più importante il coinvolgimento delle istituzioni, raccolte in Italia intorno al Cipom.

“Aver lavorato insieme a questo documento e averlo presentato congiuntamente al CIPOM e alla struttura del Ministro per le Politiche del Mare e la Protezione Civile rimarca ancora una volta la volontà degli armatori – e tante aziende hanno dato un forte contributo a questo lavoro – di fare tutto quanto in loro potere nell’ottica della decarbonizzazione del trasporto marittimo. Abbiamo offerto agli Esperti un lavoro che riteniamo completo e che identifica le diverse strade percorribili, non necessariamente in conflitto, per diminuire l’impronta carbonica dello shipping in modo razionale. In questo percorso, tuttavia, l’armamento non può essere lasciato solo: occorrono risposte da parte dell’industria di terra per l’individuazione e la produzione dei fuel alternativi, un accompagnamento delle istituzioni e un sistema regolatorio nazionale, comunitario e internazionale pragmatico, che non fissi obiettivi irrealistici e non funzionali per una vera sostenibilità ambientale” hanno dichiarato Mario Zanetti, Presidente di Confitarma e Stefano Messina, Presidente di Assarmatori.

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