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Confitarma sulla decarbonizzazione dello shipping supporta Trump (ma in sede Imo)

Zanetti: “Auspichiamo vivamente che le istituzioni europee consolidino ancor di più il ruolo centrale nella strategia politica europea di un settore strategico come quello dello shipping”

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
10 Aprile 2025
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Dopo che gli Stati Uniti non hanno partecipato ai negoziati Imo sulla decarbonizzazione del trasporto marittimo (perdipiù minacciando misure reciproche) per l’espressa contrarietà a qualsiasi tentativo di imporre misure economiche sulle navi basate sulle emissioni di gas ad effetto serra o sulla scelta del fuel, Confitarma è scesa pubblicamente in campo per far sapere che la pensa allo stesso modo anche se ha chiesto che l’International Maritime Organization resti il terreno di confronto sul tema.

“La transizione verso un’economia a basse emissioni è un obiettivo condiviso a livello globale che riguarda trasversalmente tutti i settori produttivi, incluso il trasporto marittimo. In tale contesto, azioni scoordinate per i diversi settori sono controproducenti” ha fatto sapere in una nota Confitarma, ribadendo “la necessità che la transizione sia sostenibile anche economicamente e che tenga conto della neutralità tecnologica. Occorre, cioè, evitare – secondo l’associazione – il rischio di ‘lock-in tecnologici’ predisponendo una normazione che non favorisca o penalizzi una specifica tecnologia. Le norme devono limitarsi a definire obiettivi da raggiungere, lasciando libertà agli operatori su quali soluzioni adottare per conseguirli”.

L’associazione confindustriale degli armatori sottolinea che il trasporto marittimo, che movimenta l’80% delle merci mondiali generando meno del 3% delle emissioni globali di gas serra, rappresenta già oggi il modo più efficiente e sostenibile per il commercio internazionale.

“Le misure ambientali devono essere applicate con gradualità, premiando gli investimenti già effettuati in tecnologie low-carbon e high-efficiency. È importante che continui il confronto su queste tematiche, tenendo conto delle preoccupazioni espresse dall’amministrazione americana e confermando altrettanto che – come è sempre stato – riteniamo l’Imo sede privilegiata di confronto internazionale sulle tematiche dello shipping” fanno sapere da Palazzo Colonna. Gli armatori sottolineano “in particolare la necessità di preservare l’equilibrio competitivo delle flotta (anche, aggiungiamo, con le altre modalità di trasporto)” e “la richiesta di maggiore neutralità tecnologica (anche alla luce delle criticità riscontrate nel sistema CII) e la preoccupazione per l’impatto economico di misure potenzialmente sproporzionate per determinati traffici e realtà marittime”.

Temi, questi, che Confitarma, insieme all’associazione europea Ecsa e all’International Chamber of Shipping, ha da tempo posto all’attenzione delle sedi competenti.

“Certamente – ha affermato il presidente di Confitarma, Mario Zanetti – è importante che si continui a lavorare per individuare una soluzione globale e che quindi in sede Imo si definiscano le regole evitando il propagarsi di una frammentazione normativa con il diffondersi di iniziative regionali non coordinate (come già si osserva con l’Ets europeo). Tale eventualità esporrebbe gli operatori, in particolare quelli europei, a una imposizione regolatoria a macchia di leopardo, con un conseguente aggravio di costi operativi, che minerebbe alla base il valore aggiunto che lo shipping è stato in grado di creare per l’economia e quindi per tutti i cittadini”.

“Va comunque rilevato – ha proseguito Zanetti – come in queste ultime settimane, considerando anche la recente questione dei dazi, vi sia una rinnovata attenzione dell’amministrazione Usa per l’importanza e la strategicità del trasporto marittimo e la tutela/valorizzazione dell’industria armatoriale del Paese. Auspichiamo vivamente che le istituzioni europee consolidino ancor di più il ruolo centrale nella strategia politica europea di un settore strategico come quello dello shipping”.

 “Confitarma – ha concluso Zanetti – auspica che si possa presto tornare a un confronto costruttivo e multilaterale, in grado di garantire equilibrio tra obiettivi ambientali e sostenibilità industriale affinché la transizione energetica del settore marittimo prosegua, d’ora in poi, lungo una traiettoria realistica, coordinata e inclusiva”.

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