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Testato con successo da Eni e Msc Cruises biocarburante Hvo diesel per il trasporto marittimo

Sperimentato su Msc Opera, il nuovo carburante consentirebbe emissioni di Ghg pari a circa l’80% in meno rispetto all’uso del carburante tradizionale

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
12 Maggio 2026
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Enilive_Venezia_bioraffineria_1_

È stata completata la campagna sperimentale relativa all’utilizzo del diesel Hvo (Hydrogenated Vegetable Oil) di Enilive per l’alimentazione dei motori delle navi da crociera, confermando la fattibilità tecnica dell’impiego del biocarburante in forma pura nel settore marittimo.

Ne hanno dato notizia Eni e Msc Crociere spiegendo che “l’iniziativa evidenzia il valore dell’Hvo come vettore energetico strategico a supporto della decarbonizzazione del trasporto marittimo e della riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (Ghg) lungo l’intero ciclo di vita, consentendo agli armatori di ridurre significativamente i costi legati alle emissioni e di rispettare gli obiettivi fissati dal regolamento FuelEU Maritime”.

La sperimentazione è stata condotta congiuntamente da Eni e Msc Cruises: durante i test, uno dei motori della nave da crociera Msc Opera è stato alimentato per circa 2.000 ore con Hvo puro, senza alcuna modifica al motore; allo stesso tempo sono stati rilevati i dati relativi alle prestazioni e alle emissioni.

Secondo le due società “il test ha dimostrato che l’Hvo rappresenta una soluzione immediatamente applicabile anche ai motori marini, senza necessità di significativi aggiornamenti tecnologici, garantendo prestazioni in linea con quelle dei tradizionali combustibili fossili marini. La prova ha inoltre registrato una riduzione delle emissioni sia di NOx (-16%) sia di particolato, nonché una significativa diminuzione delle emissioni di Ghg pari a circa -80% rispetto all’uso del carburante tradizionale, riduzione legata all’utilizzo nel processo di produzione dell’Hvo di materie prime al 100% di origine biogenica”.

I dati tecnici sulle prestazioni del motore e sulle emissioni associate sono stati raccolti e valutati con il supporto di Wärtsilä, costruttore del motore, e di Bureau Veritas, che ha agito come ente certificatore indipendente per la validazione dei risultati sperimentali.

Stefano Ballista, Amministratore delegato di Enilive, ha commentato: “La sperimentazione con Msc ha dimostrato come il biocarburante diesel Hvo possa contribuire immediatamente alla decarbonizzazione del trasporto marittimo. L’Hvo può infatti essere utilizzato in forma pura nei motori marini validati per il suo impiego, consentendo una riduzione delle emissioni climalteranti calcolate lungo l’intera filiera compresa tra il 65% e il 90% rispetto ai tradizionali combustibili fossili marini. L’Hvo è prodotto nelle bioraffinerie Enilive di Venezia e Gela, principalmente a partire da materie prime di scarto come oli alimentari esausti, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare. Da alcuni mesi, l’Hvo diesel per la marina di Enilive è disponibile nei porti di Genova, Ravenna e Venezia per consegne dirette dal deposito alle navi tramite bettolina. L’impiego di questo carburante rappresenta una soluzione concreta ed efficace per la decarbonizzazione del trasporto marittimo, contribuendo al rispetto degli obblighi previsti dal regolamento FuelEU Maritime e alla riduzione dei costi legati alle emissioni”.

Michele Francioni, Chief Energy Transition Officer di Msc Cruises ha commentato: “Siamo molto soddisfatti di aver confermato con esito positivo la fattibilità tecnica dell’utilizzo al 100% di Hvo su una nostra nave da crociera, nell’ambito dei nostri continui sforzi di decarbonizzazione. Riteniamo che l’Hvo possa svolgere un ruolo importante nella decarbonizzazione dello shipping e che, insieme ad altri combustibili immediatamente disponibili come Gnl e bio-Gnl, rappresenti un’opportunità concreta già attuabile a bordo delle navi da crociera per accelerare la transizione verso i combustibili rinnovabili, avvicinandoci di un ulteriore passo al nostro obiettivo finale di raggiungere emissioni nette di Ghg pari a zero entro il 2050”.

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