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A bordo di Nave Giorgio Cini, la scuola del mare delle Fiamme Gialle (VIDEO)

Addestramento, navigazione e formazione specialistica per gli allievi imbarcati sulla nave scuola della Guardia di Finanza

di Giuseppe Orrù
27 Giugno 2026
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Venezia – Nel panorama delle unità addestrative italiane, la nave scuola Giorgio Cini rappresenta uno degli strumenti più importanti per la formazione del personale del comparto aeronavale della Guardia di Finanza. Non soltanto una piattaforma per l’addestramento marinaresco, ma un vero laboratorio galleggiante dove gli allievi ufficiali e ispettori acquisiscono competenze tecniche, operative e professionali destinate a trovare applicazione nell’attività quotidiana del Corpo.

L’unità, costruita nei primi anni Cinquanta come brigantino goletta, mantiene ancora oggi il fascino delle navi scuola tradizionali, nelle quali il rapporto diretto con il mare, il vento e le manovre rappresenta un elemento fondamentale del percorso formativo. L’imbarcazione, lunga circa 50 metri fuori tutto e caratterizzata da una velatura tradizionale, consente di svolgere attività addestrative che difficilmente potrebbero essere replicate a bordo di moderne unità operative.

La navigazione a vela, le manovre ai cavi, il governo dell’unità, la condotta in mare e la vita di bordo costituiscono infatti elementi essenziali nella formazione del personale destinato a operare nel comparto navale della Guardia di Finanza.

“La nave scuola Giorgio Cini – spiega il comandante della nave, il capitano Simone Nunzio Ruggeri – è stata impegnata in una campagna addestrativa di Esercitazione Navale e Formazione Marinaresca in territorio estero per 39 Ispettori Allievi del 94° corso Dodecanneso II in specializzazione presso la Scuola Nautica del Corpo”.

L’attività svolta a bordo rappresenta soltanto una parte di un percorso formativo più ampio, che integra competenze nautiche e conoscenze specialistiche legate alle funzioni istituzionali del Corpo.

“La formazione specialistica offerta dalla Scuola Nautica – aggiunge il comandante – riguarda sia la parte tecnico-nautica sia la specifica formazione giuridico-professionale relativa all’esercizio delle funzioni esclusive di Polizia del Mare e di Polizia economico-finanziaria, nonché delle altre funzioni assegnate dalla legge alla Guardia di Finanza e al comparto aeronavale”.

La vita a bordo permette agli allievi di confrontarsi con le dinamiche tipiche della navigazione d’altura: turni di guardia, pianificazione delle rotte, gestione delle manovre, disciplina di bordo e lavoro di squadra. Un’attività che contribuisce a sviluppare capacità decisionali e spirito di equipaggio, elementi indispensabili per il futuro impiego operativo.

Il ruolo del comparto aeronavale della Guardia di Finanza si inserisce infatti in un contesto sempre più complesso, nel quale il mare rappresenta una frontiera strategica per la sicurezza nazionale e la tutela degli interessi economici del Paese.

“Il Corpo è un presidio di sicurezza economica e finanziaria per il Paese, a salvaguardia dell’economia legale anche in mare. Grazie alla componente aeronavale – spiega il capitano Ruggeri -, la Guardia di Finanza può monitorare coste, porti e rotte commerciali, intervenendo rapidamente nelle operazioni di sicurezza economico-finanziaria e di tutela del territorio nazionale”.

Dal 2017 la Guardia di Finanza svolge inoltre un ruolo esclusivo nell’ambito della sicurezza marittima nazionale. Il Corpo è l’unica Polizia del Mare, esercitando in via esclusiva funzioni di tutela dell’ordine e della sicurezza in mare e operando nel contrasto ai traffici di stupefacenti, armi e migranti», conclude il comandante.

In questo contesto la Giorgio Cini continua a rappresentare un tassello fondamentale della filiera formativa delle Fiamme Gialle. Una nave storica che, ancora oggi, trasmette ai futuri comandanti e agli specialisti del comparto aeronavale non soltanto le tecniche della navigazione, ma anche la cultura del mare e il senso di appartenenza alla Guardia di Finanza.

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