Cesare d’Amico accoglie in flotta una nuova nave e spiega le novità del mercato dry bulk
Presa in consegna la Medi Hanna a cui si aggiungeranno altre sei bulk carrier in long time charter. L’esperto armatore spiega perchè El Niño, Golfo Persico e Mar Rosso stanno spingendo i noli

Il gruppo d’Amico Società di navigazione, attraverso la controllata d’Amico Dry attiva nel mercato del trasporto marittimo di rinfuse solide, ha preso in consegna la nuova nave Medi Hanna, una moderna Kamsarmax da 82.500 tonnellate di portata lorda acquisita nell’ambito di un contratto di lungo termine. L’unità è stata costruita presso i cantieri Jiangsu Yangzi Mitsui Shipbuilding Co., Ltd. (Yamic), joint venture tra il gruppo cinese Yangzijiang Shipbuilding e quello giapponese Mitsui.
La nave, appartenente a una nuova generazione di bulk carrier, soddisfa i più avanzati standard ambientali internazionali essendo conforme alle normative Tier III, Eedi Phase III ed Eexi Phase III.
A SHIPPING ITALY l’amministratore delegato Cesare d’Amico specifica che “la Medi Hanna è di proprietà del gruppo Nissen, partner storico di d’Amico Dry con il quale intratteniamo rapporti commerciali consolidati da oltre trent’anni. Contestualmente alla presa in consegna, l’unità è stata impiegata da d’Amico Dry nell’ambito di un contratto di noleggio della durata di due anni con un importante operatore giapponese a noli profittevoli. Negli ultimi anni una parte significativa della nostra core fleet opera stabilmente con operatori nipponici, che riconoscono e apprezzano l’elevato livello della gestione tecnica garantita dalla compagnia”.
La flotta di d’Amico Dry conta oggi 24 navi di proprietà, alle quali si aggiungono due unità attualmente in costruzione. Con l’ingresso della Medi Hanna sale inoltre a sette il numero delle navi gestite attraverso contratti di lungo termine, di cui tre di ultima generazione conforme agli standard più moderni ed ecosostenibili.
Cesare d’Amico afferma poi che il piano di sviluppo della flotta prosegue con ulteriori investimenti: “Sei nuove navi in long time charter con consegne previste tra il 2026 e il 2030: quattro Ultramax, di cui tre costruite in Giappone e una in Cina, e due ulteriori Kamsarmax, entrambe realizzate presso i cantieri Yamic. Una delle tendenze più interessanti degli ultimi anni è rappresentata dalla crescente apertura degli armatori giapponesi verso la cantieristica cinese proponendo alla compagnia unità costruite in Cina”.
Oltre alla flotta di proprietà e alle navi acquisite tramite contratti di lungo termine, d’Amico Dry gestisce attivamente una quarantina di unità tra Handy, Supramax e Kamsarmax impiegate nel mercato spot. “L’attività di trading della società ha registrato una crescita significativa negli ultimi anni e riteniamo che tale sviluppo possa proseguire in maniera organica, dando risultati soddisfacenti” sottolinea l’esperto armatore.
Guardando al mercato, la società mantiene una visione positiva per la fine del 2026. “Tra i fattori favorevoli emergono gli effetti del fenomeno climatico El Niño, tradizionalmente associato a un aumento della domanda di trasporto di carichi secchi, e la complessa situazione geopolitica internazionale che sta determinando una profonda ridefinizione delle rotte commerciali globali” spiega d’Amico. Secondo cui “le tensioni nell’area del Golfo Persico e del Mar Rosso stanno infatti spingendo numerosi operatori a diversificare le fonti di approvvigionamento delle materie prime, incrementando le distanze percorse dalle merci e, di conseguenza, la domanda di trasporto marittimo misurata in tonnellate-miglia. In alcuni casi, clienti storicamente legati a specifiche aree di fornitura hanno già iniziato a rivolgersi a mercati alternativi, mentre alcuni flussi commerciali verso l’Arabia Saudita risultano oggi concentrati sul Mar Rosso, contribuendo a generare fenomeni di congestione portuale”.
Sul fronte delle materie prime, infine, il mercato del minerale di ferro ha registrato livelli record nella prima metà dell’anno. “Le aspettative per il secondo semestre restano positive, anche grazie al crescente contributo delle esportazioni provenienti dal progetto minerario di Simandou, in Guinea” conclude l’amministratore delegato di d’Amico Dry.
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Cesare d’Amico





