Ordinato da Aponte un nuovo traghetto veloce per Navigazione Libera del Golfo in Turchia
Firmata con Nova Shipyard la commessa per un HSC lungo 52 metri in alluminio in grado di trasportare fino a 655 passeggeri

Prenderà forma in Tuirchia il prossimo capitolo dela rinnovamento navale di navigazione Libera del Golfo, compagnia di traghetti controllata da Gianluigi Aponte e guidata dal cugino Maurizio. Quest’ultimo, amministratore delegato della società, ha infatti firmato con il cantiere turco Nova Shipyard l’ordine per la costruzione di un nuovo traghetto veloce (hi-speed craft) in alluminio di 52 metri di lunghezza. Il progetto è stato curato dalla società italiana M2Engineers.
Il nuovo mezzo (di cui alcune specifiche tecniche sono visibili alle spalle dei protagoniti della firma del contratto) sarà in grado di accogliere fino a 655 passeggeri e verrà costruito rispettando i requisiti delle unità veloci HSC categoria B.
Questo il commento di Nova Shipyard in occasione della finalizzazione del contratto di costruzione: “Non è solo una firma, ma l’inizio di qualcosa di importante. Ringraziamo Nlg per la fiducia che ci ha accordato. Ora è il momento di dimostrarci all’altezza”.
Navigazione Libera del Golfo la sua ultima nuova costruzione l’aveva commissionata in Italia al Cantiere Navale Vittoria che nel 2021 aveva consegnato il traghetto veloce Jumbo Jet. Snav invece, altra società di traghetti parte del Gruppo Msc di Aponte, si era affidata a Intermarine per la costruzione di Snav Polaris e Snav Sirius entrati in servizio rispettivamente nel 2025 e 2024.
La scelta ora di rivolgersi alla cantieristica navale turca, nonostante in Italia sia stata recentemente approvata in sordina una misura per incentivare la costruzione di naviglio nei cantieri comunitari (inserita con un emendamento nell’ultimo Dl Fiscale), conferma quanto emerso dalle parole dello stesso Maurizio Aponte e di altri armatori intervenuti all’ultimo Business Meeting ‘Traghetti e Ro-Ro’ a Napoli: la differenza di prezzo e il vincolo a realizzare le nuove costruzioni in Europa scoraggiano il ricorso a poli navalmeccanici italiani o comunitari.
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