Bankitalia: stabile l’incidenza del costo del trasporto sulle esportazioni (2,6%)
L’indagine annuale dell’istituto registra la forte crescita nel segmento dei ro-ro (+27,8%)

Secondo l’indagine 2025 della Banca d’Italia sui trasporti internazionali di merci, l’incidenza dei costi di trasporto sull’interscambio di beni è rimasta stabile in Italia per le esportazioni (pari al 2,6%, dal 2,5% dell’anno prima) ed è lievemente scesa per le importazioni (ora al 4,1%, dal 4,2%).
Un andamento sostanzialmente stazionario che però nasconde dinamiche diverse.
Nel trasporto via mare, il rallentamento della domanda insieme alla espansione dell’offerta ha contribuito a una diminuzione dei noli in primis nel segmento container (dopo le fiammate dovute agli attacchi degli Houthi), con un calo più alto nei prezzi alla importazione (-26%) e più contenuto per l’export (-13%). Tuttavia l’aumento del costo dei servizi ausiliari e la riduzione dei carichi medi per container, segnala il rapporto, hanno determinato una flessione meno accentuata dei costi complessivi in euro per tonnellata.
Anche per le rinfuse (liquide e solide), il report segnala un significativo calo, in dollari/tonnellata, per il petrolio greggio e un modesto aumento per i prodotti chimici. Per quelle solide, grazie a una domanda poco dinamica e un’offerta di stiva abbondante, il costo del trasporto pure ha segnato un calo. Una lieve riduzione è stata registrata, nei costi in euro per tonnellata, comprensivi dei servizi ausiliari, anche per il trasporto via mare di general cargo. Controcorrente infine il trasporto via ro-ro, dove gli incrementi dovuti alla decarbonizzazione (leggasi Ets) hanno portato a una crescita dei costi medi, che esercitano un impatto maggiore sui segmenti a corto raggio realizzati da navi di dimensioni minori. L’analisi ha evidenziato nel dettaglio un aumento medio ponderato del 27,8% (inclusi i costi dei servizi ausiliari), con picchi del +68% nelle tratte da e per il Nord Europa, del 36% verso la Francia e del 28% verso il Nord Africa (a eccezione della Tunisia).

Passando al trasporto stradale, l’indagine ha riscontrati costi per tonnellata in aumento in media del 10%, con livelli tornati a quelli del 2022. A spingere verso l’alto è stato l’incremento dei costi operativi, principalmente dovuto alla crescita dei salari dei conducenti. L’aumento, segnala l’analisi, ha riguardato tutte le aree geografiche. Al netto dei servizi ausiliari, i noli hanno registrato un aumento medio di oltre il 6% per i carichi completi e dell’11% per quelli parziali (groupage).
Spostandosi su quello ferroviario, l’indagine ha poi evidenziato come i costi medi a tonnellata, al netto della trazione stradale, siano nel complesso rimasti stabili. Scendendo nel dettaglio, l’analisi rileva come siano moderatamente cresciuti quelli di container e calati quelli del trasporto di rinfuse. Nel 2025, segnala Bankitalia, sono scesi inoltre i volumi e i noli dell’interscambio con la Cina per la contestuale riduzione di quelli marittimi, il cui forte aumento nel 2024 aveva indotto un parziale spostamento modale su ferro. In termini reali, i costi medi complessivi sono rimasti sostanzialmente stabili all’esportazione e lievemente cresciuti all’importazione.
Per ultimo, lo studio ha considerato i costi medi del trasporto aereo merci, rilevando cali in import e in export, in relazione a una flessione dei costi operativi. In termini reali, i noli aerei hanno proseguito la fase di discesa per le esportazioni, avvicinandosi a livelli bassi nel confronto storico, mentre per le importazioni hanno ripreso a calare sia pure a un ritmo inferiore rispetto al triennio 2021-23.
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