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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Africa orientale e gasdotto East Med nel futuro offshore di Saipem

In un’intervista pubblicata oggi su MilanoFinanza, l’amministratore delegato Stefano Cao ha dato alcune indicazioni interessanti sul futuro di Saipem nel mercato dell’estrazione petrolifera offshore.

“Circa il 70% del nostro backlog è fatto di progetti che non sono strettamente correlati al prezzo del petrolio. Dei 19 miliardi di nuovi ordini che abbiamo acquisito nel 2019 una gran parte è proprio legata alla transizione energetica. Nelle rinnovabili si tratta sostanzialmente di progetti gas, ma parliamo anche di progetti nella rimozione di infrastrutture legate alle energie tradizionali. Ci poniamo come attori della transizione energetica” ha dichiarato Cao.

Nel medio-breve terminali focus sarà il progetto Anadarko in Mozambico e a questo proposito il numero uno della società ha detto: “Il Mozambico non è un paese nuovo per Saipem, ma lo sono le dimensioni del progetto, che va proprio in direzione della transizione energetica. Dovremo costruire impianti da 8 miliardi e due treni  di liquefazione in una zona del Paese che non ha assolutamente infrastrutture. La capacità di essere sul mercato e realizzare progetti sfidanti in zone difficili e’ una nostra caratteristica peculiare. Originariamente il progetto era dell’Anadarko, ma oramai è della Total, che è uno dei nostri grandi clienti storici. Quindi ci sono tutte le componenti che fanno sì che sia un progetto di assoluta strategicità per il nostro futuro”.

L’amministratore delegato di Saipem ha proseguito spiegando che, “per quanto riguarda l’Africa Orientale, “era sostanzialmente assente dalle grandi rotte, ma con le recenti scoperte di giacimenti enormi sta prepotentemente entrando nel gioco delle infrastrutture, e per noi oggi è la nuova frontiera. Tuttavia Saipem ha una presenza storica nel West Africa: in Nigeria, in Angola, in Congo, in Gabon. E anche in questa regione speriamo di partire presto con un altro progetto, la costruzione del LNG Train 7 in Nigeria”.

Da ultimo Saipem ha fatto sapere di essersi proposta per la costruzione del gasdotto East Med. “Molte delle nuove risorse, soprattutto nella parte orientale del Mediterraneo – concluso l’a.d. Stefano Cao – sono state scoperte grazie agli impianti messi a disposizione dalla Saipem. Adesso bisogna rendere questi grandi volumi trasportabili sul mercato. La Saipem si prospetta e si proietta come fornitore di servizi di costruzione anche chiavi in mano per lo sviluppo di queste risorse e per il trasporto. Quando si parla di East Med noi ci proponiamo come costruttori di questa grande pipeline”.

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