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Vettosi riporta da Bruxelles le ultime novità in tema di shipping e finanza

Il 20 gennaio, rappresentanti dello shipping e del mondo della finanza si sono incontrati a Bruxelles durante l’evento Ship&Finance, organizzato dall’Ecsa (European Community Shipowners Association) per discutere e individuare soluzioni pratiche e concrete finalizzate a raggiungere obiettivi comuni, consentendo all’industria armatoriale europea di affrontare le prossime sfide e cogliere le opportunità, mantenendo il suo impegno […]

di Nicola Capuzzo
21 Gennaio 2020
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Fabrizio Vettosi

Il 20 gennaio, rappresentanti dello shipping e del mondo della finanza si sono incontrati a Bruxelles durante l’evento Ship&Finance, organizzato dall’Ecsa (European Community Shipowners Association) per discutere e individuare soluzioni pratiche e concrete finalizzate a raggiungere obiettivi comuni, consentendo all’industria armatoriale europea di affrontare le prossime sfide e cogliere le opportunità, mantenendo il suo impegno di contribuire a uno sviluppo sostenibile.

Lo ha reso noto la Confederazione italiana degli armatori (Confitarma) spiegando che “nel corso del dibattito il consigliere Fabrizio Vettosi ha evidenziato la necessità di affrontare la situazione con un approccio graduale (comprehensive approach) al fine di identificare meglio e con una metodologia scientifica i differenti aspetti del settore per valutare la sua sostenibilità. Infatti, occorre tener presente che la diversità tra i singoli segmenti dello shipping comporta una molteplicità di conseguenze anche in termini di modelli di business”.

Per esempio, “l’applicazione delle misure Imo 2020, entrate in vigore l’1 gennaio scorso, stanno generando impatti diversi a seconda dei settori e delle aree geografiche, con il rischio di effetti, in termini di sostenibilità ambientale, uguali e contrari in alcuni casi”. Vettosi ha anche evidenziato “l’esigenza di un approccio unitario alla tematica da parte delle organizzazioni del settore, sia nell’ambito delle singole associazioni nazionali sia nel loro coordinamento con Ecsa e Imo, evitando di lasciare spazio a iniziative private che potrebbero solo alimentare singole lobby di interesse (per esempio ‘Poseidon Principles’)”.

Il rappresentante di Confitarma ha infine riepilogato il lavoro svolto da Ecsa in questi anni e in particolare negli ultimi mesi, guardando in modo ottimistico alla progressiva entrata in vigore di Basel IV che non ha portato aggravi per lo shipping. In particolare, attraverso le ultime due consultazioni di gennaio e settembre 2019, lo shipping europeo ha reiterato alcune richieste specifiche.

“ECSA ha anche lavorato alla definizione della Taxonomy che per lo shipping sarà definita dal Technical expert group on sustainable finance (TEG) della Commissione europea nel corrente semestre” ha concluso Vettosi, confermando l’auspicio che “questo possa servire a definire lo shipping molto più green anziché brown”.

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