Il quotidiano online del trasporto marittimo

Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Gruppo Rina prepara lo sbarco in Borsa puntando a 500 milioni di ricavi

Il gruppo genovese Rina, primario operatore attivo nel business della classificazione e certificazione industriale e navale, sbarcherà alla Borsa di Milano ma non prima della fine del 2021 (alcune testate negli ultimi tempi davano la quotazione per imminente). Lo ha spiegato direttamente alla Reuters il presidente e amministratore delegato Ugo Salerno, dicendo: “Stiamo valutando la Borsa e, se veramente andremo a quotarci, come tempi ragionevoli parliamo di fine 2021, 2022”. Poi ha aggiunto: “Stiamo analizzando la possibilità di prendere un advisor finanziario, il processo richiederà ancora qualche mese”, sottolineando inoltre che che per la scelta dei global coordinator i tempi sono decisamente prematuri.

Di quotazione per il Rina si parla da molto tempo e originariamente era prevista per il 2019 ma per varie ragioni è stata poi posticipata. Il gruppo ha archiviato il 2018 con ricavi consolidati per 443 milioni, un Ebitda di 51 milioni e un debito finanziario netto di 131 milioni  dopo il rifinanziamento del debito da 150 milioni di euro dell’agosto 2018 mentre l’anno appena trascorso si è chiuso con ricavi in crescita a 465 milioni e un Ebitda rettificato intorno al 10,5%-11% del fatturato. E per il 2020 l’obiettivo è superare i 500 milioni di euro di ricavi.

Il Gruppo Rina è controllato al 70% dal Registro Navale Italiano, un ente morale di natura privata (paragonabile a una fondazione) nel cui consiglio di amministrazione siedono i rappresentanti di varie associazioni di Camere di Commercio, armatori, assicurazioni, cantieri e altri professionisti. Il gruppo è partecipato dal 2014 da Palladio, attraverso Vei Capital e Venice Shipping & Logistics, e dal 2016 da Nb Renaissance (veicolo del gruppo Intesa Sanpaolo, che hanno sottoscritto inizialmente un aumento di capitale da 25 milioni, impegnandosi in investimenti successivi sottoforma di equity e di obbligazioni convertibili sino a un totale di 100 milioni, corrispondente a non oltre il 30% del capitale. A oggi i fondi controllano il 27% del capitale, mentre il restante 3% in mano al management.

La quotazione permetterebbe al gruppo di cogliere opportunità di crescita in un mercato frammentato. Salerno ha spiegato a Reuters che Rina sta guardando sia a possibilità di acquisizioni di peso notevole sia a prede più piccole, aziende o organizzazioni che diano un contributo a livello di competenze o presenza geografica.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY