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Economia

Il coronavirus cinese minaccia le spedizioni merci via mare e aerea

Oltre al Capodanno cinese il mercato delle spedizioni merci sembra essere in questi giorni rallentato anche dall’emergenza del coronavirus scoppiata nella città di Wuhan, in Cina. Alcuni vettori marittimi e aerei hanno già iniziato a sentire gli effetti di una minore domanda di trasporto merci e per questo hanno cancellato o ridotto alcune partenze di […]

di Nicola Capuzzo
30 Gennaio 2020
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Oltre al Capodanno cinese il mercato delle spedizioni merci sembra essere in questi giorni rallentato anche dall’emergenza del coronavirus scoppiata nella città di Wuhan, in Cina. Alcuni vettori marittimi e aerei hanno già iniziato a sentire gli effetti di una minore domanda di trasporto merci e per questo hanno cancellato o ridotto alcune partenze di linee regolari fra l’Estremo Oriente e l’Europa.
Secondo Peter Sand, analista di Bimco, la combinazione fra limitazioni ai trasporti, rallentamento della produzione industriale e le festività cinesi potrebbe ampliare il periodo di bassa stagione e il mercato del trasporto di container via mare ma potrebbe avere un impatto negativo anche sulle navi bulk carrier che dipendono molto dalla domanda cinese. “La situazione sta evolvendo rapidamente e non è ancora sotto controllo. Se dovesse complicarsi ulteriormente il quadro, il ruolo della Cina come hub mondiale dell’industria potrebbe portare a una riduzione degli stock e a tagli della produzione” ha spiegato Sand.
Anche Cathy Morrow Roberson, fondatore di Logistics Trend & Insights, sottolinea che “la Cina è la seconda economia mondiale e con l’emergenza coronavirus vari Paesi stanno imponendo restrizioni ai viaggi verso il Paese, limitandone di conseguenza l’accessibilità e questo risulta in una ricerca da parte delle aziende manifatturiere di altri mercati dove poter produrre ed esportare merci. Potenzialmente questo potrebbe perfino essere un fattore in grado di generare una fase di recessione”.
La banca giapponese Nomura evidenzia come l’emergenza coronavirus possa impattare in particolare sull’industria automotive, compreso dunque l’indotto delle parti di ricambio e della tecnologia. Anche questo istituto di credito parla di un elevato rischio di impatto sulla catena logistica delle merci a livello mondiale.
British Airways ha già annunciato la cancellazione dei propri voli verso la Cina e altri vettori aerei stanno agendo nella stessa direzione riducendo in questo modo anche l’offerta di capacità cargo. Rimarranno attive con ogni probabilità tutte le compagnie aeree cinesi.
Nella Repubblica Popolare si segnalano riduzioni del traffico fluviale merci anche sul fiume Yangtze, così come è attesa una forte limitazione del trasporto merci via ferrovia dall’Estremo Oriente all’Europa e questo riguarda in particolare le consegne di pacchi e prodotti compravenduti sui principali marketplace cinesi come Alibaba e Jd.com.
Anche il trasporto marittimo intercontinentale subirà delle conseguenze per l’emergenza coronavirus. Sempre Roberson di Logistics Trend & Insights sottolinea infatti che, se i lavoratori delle fabbriche nella provincia di Zhejiang non tornassero nelle fabbriche fino al 9 o 10 febbraio, questa assenza prolungata si rifletterebbe con ogni probabilità in minori volumi di merci da imbarcare nei porti di Ningbo-Zhousan, Taizhou e Wenzhou. Non a caso Maersk ha appena annunciato la cancellazione di un’ulteriore partenza del servizio regolare Ae7 fra Asia e Nord Europa.
Daniel Richards, analista del mercato container per Msi, prevede che nel corso dei prossimi giorni verranno annunciati ulteriori blank sailing da parte delle compagnie di navigazione container per le prossime settimane. Simon Heaney di Drewry ha sottolineato inoltre che “molto dipenderà dalla gravità e dalla lunghezza di questa emergenza. Quando ci fu la Sars tutta l’economia mondiale e gli scambi commerciali ne subirono le conseguenze ma la ripresa fu poi rapida”.

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