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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Ex-Ilva accusata di non pagare i noli marittimi ma Arcelor Mittal placa gli animi

Sul mercato dello shipping scoppia il caso dei noli marittimi che Arcelor Mittal non starebbe pagando per trasporti di merce effettuati su rotte di cabotaggio nazionale e intra-Mediterraneo. A sollevare il caso è la società di brokeraggio navale turca Sark Atlantik Denizcilik ve Tic.A.S. di Istanbul che a SHIPPING ITALY ha fornito copia del messaggio appena inviato a Bimco (Baltic and International Maritime Council) nel quale è stato reso noto il caso della nave Donau Ekspres II che lo scorso 9 gennaio era stata fissata per un trasporto da Taranto alla Turchia ma il nolo ancora non risulta pagato. Quel che più preoccupa la società di brokeraggio turca è che non riescono nemmeno a parlare con chi, all’interno dell’ex Ilva, si occupa di noleggi marittimi.

Più nel dettaglio nella missiva spedita a Bimco si legge che il noleggio riguardava il trasporto da Taranto ai porti turchi di Aliaga e Gemlik di 4.000 tonnellate di coil. In passato la stessa nave aveva già servito oltre 15 volte i traffici marittimi di Arcelor Mittal Italia sempre con puntualità e reciproca soddisfazione da parte di venditore e acquirente. “Questa volta però – si legge nella lettera – seppure la fattura sia stata regolarmente inviata il 15 gennaio scorso e la merce consegnata una settimana più tardi nei porti di sbarco, la somma dovuta di 69.546,15 euro non è stata ancora saldata nonostante ripetuti solleciti anche attraverso i rappresentanti dell’armatore in Italia”. Quel che più preoccupa le controparti turche è che “non è possibile ottenere un riscontro dal noleggiatore”, che sarebbe appunto Arcelor Mittal. Sempre secondo quanto riportato nella lettera inviata all’attenzione di Bimco, il gruppo siderurgico che gestisce l’impianto di Taranto sarebbe in attesa di un via libera da parte dell’amministratore delegato di Arcelor Mittal per procedere al pagamento. Oltre a ciò l’ufficio di Arcelor Mittal Italia basato a Genova che si occupa di noleggi di navi per traffici di corto raggio risulterebbe irreperibile.

La nota della società di brokeraggio navale turca Sark Atlantik Denizcilik ve Tic.A.S. si conclude confessando la propria sorpresa di un tale inadempimento da parte di un noleggiatore storicamente considerato di primissimo standing (“A1 performer”) come Arcelor Mittal Italia ma chiede al tempo stesso che “la società e i suoi rappresentanti vengano inseriti nella lista delle controparti inaffidabili per evitare casi simili ad altri noleggiatori e armatori”. In conclusione viene anche aggiunto che, per quanto di loro conoscenza, ci sarebbero anche diversi altri armatori italiani coinvolti nella stessa situazione. Alcuni addetti ai lavori evidenziano il fatto che, se effettivamente dovesse protrarsi questa situazione, l’import/export di materie prime e prodotti finiti dallo stabilimento di Taranto potrebbe essere a rischio perché nessun armatore metterebbe a disposizione le proprie navi per i trasporti.

Appositamente interpellata sulla questione, Arcelor Mittal a SHIPPING ITALY ha fatto sapere tramite una nota quanto segue: “Arcelor Mittal Italia paga regolarmente i noli per i trasporti marittimi e non risulta pervenuta in azienda alcuna richiesta di sollecito di pagamento da parte di armatori. L’azienda comunica che adotterà ogni azione, anche legale, per la propria tutela in merito alla diffusione di notizie false e prive di fondamento. L’azienda precisa, inoltre, che gli armatori – per eventuali segnalazioni relative alla loro posizione contrattuale – sono pregati di mettersi in contatto con la società a questo indirizzo email: emanuela.cherubini@arcelormittal.com”.

Altre fonti vicine al gruppo siderurgico confermano che Arcelor Mittal intende proseguire l’importazione e l’esportazione di merci e che sarebbero in corso anche contatti con aziende locali di Taranto per negoziare nuovi contratti per le attività di imbarco e sbarco delle merci in porto. Segnali dunque che non lascerebbero presupporre un’interruzione delle attività di trasporto via mare da e per gli stabilimenti italiani sia di Taranto che di Genova.

Nicola Capuzzo

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