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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Quattro navi di Costa Crociere ferme e al riparo nel porto giapponese di Nagasaki

Nel porto giapponese di Nagasaki da giorni sono ferme, ormeggiate o alla fonda, quattro navi di Costa Crociere che poco dopo lo scoppio dell’emergenza sanitaria per il Coronavirus sono state fate allontanare dalla Cina.

Si tratta della Costa neoRomantica, attualmente alla fonda fuori dallo scalo giapponese, della Costa Serena e Costa Venezia ormeggiate in banchina, e della Costa Atlantica che risulta in bacino di carenaggio presso il cantiere Mitsubishi Heavy Industries di Nagasaki.

Quest’ultima nave appena poche settimane fa era stata ceduta da Costa Crociere alla neonata compagnia crocieristica cinese CSSC Carnival Cruise Shipping, joint venture controllata al 60% da China State Shipbuilding Corp. e al 40% da Carnival Corp. L’unità avrebbe dovuto fare una sosta in bacino nel cantiere Hrdd Shanghai Shipyard ed entrare poi in servizio partendo dal terminal crociere di Shanghai Wusongkou, cosa che non è avvenuta perché le crociere sono state sospese e la nave, così come le sue sorelle, dirottata verso il Giappone.

Da un punto di vista logistico è stato anche necessario noleggiare una piccola nave cargo per trasferire da Shanghai a Nagasaki tutte le forniture, le apparecchiature e i pezzi di ricambio che Costa aveva previsto di sostituire in Cina mentre ora la sosta in bacino di carenaggio sta avendo luogo in Giappone dove tutto il materiale è stato appunto trasportato.

La forniture per la Costa Atlantica trasferite da Shangahi a Nagasaki su una nave cargo

Costa Crociere, essendo stata storicamente la prima compagnia a offrire itinerari in Cina e avendo attualmente ben quattro navi posizionate in questo mercato, attualmente risulta una delle più colpite finanziariamente dallo stop operativo che si è autoimposta in Estremo Oriente.

Sabato scorso, alla cerimonia di battesimo della nuova nave Costa Smeralda andata in scena a Savona, i vertici di Costa Crociere e del Gruppo Carnival si sono detti fiduciosi che, se l’emergenza sanitaria si rivolverà in poche settimane, l’impatto sui conti della compagnia potrebbe essere limitato. In generale, però, tutti i maggiori gruppi attivi nel business delle vacanze a bordo, si aspettano un calo significativo dei ricavi nel 2020.

Nicola Capuzzo

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