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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Le proposte di Conftrasporto per contrastare l’emergenza Coronavirus

Linee-guida chiare, omogenee, coordinate a livello centrale, oltre al sostegno al lavoro in termini contributivi e di ammortizzatori sociali (anche per le cooperative oltre che per le piccole e medie imprese). È questa in sintesi la proposta che Conftrasporto-Confcommercio ha avanzato al ministro Paola De Micheli durante l’incontro di oggi al dicastero di Porta Pia per discutere le misure da mettere in atto per far fronte all’emergenza Coronavirus.

La delegazione di Conftrasporto era formata da tutti i settori associati, dal trasporto su gomma a quello marittimo: oltre al segretario generale Pasquale Russo e al responsabile del settore infrastrutture e trasporti di Confcommercio, Enrico Zavi, c’erano il presidente di Federlogistica, Luigi Merlo, per le crociere il direttore nazionale Clia Italy, Francesco Galietti, il segretario generale della Fai (autotrasportatori), Andrea Manfron, il segretario generale di Federagenti, Marco Paifelman, il direttore generale Assarmatori, Alberto Rossi,e la responsabile tecnica di Assocostieri, Eleonora Capaccioli.

Sul fronte del trasporto marittimo secondo Conftrasporto “il quadro diventerà più nitido solo a partire dalla primavera, anche se i porti dell’Alto Adriatico, da Trieste a Venezia, già registrano un sensibile calo di arrivi dei container dalla Cina. Un’onda lunga che avrà effetti pesanti sia sul piano crocieristico – dove già si registra una discesa di prenotazioni del 50% – che del trasporto merci, toccando il punto peggiore nel mese di maggio. Il calo dei traffici potrebbe impattare anche sulle finanze dello Stato poiché i porti italiani potrebbero essere sostituiti con quelli esteri, con un conseguente mancato incasso dei dazi” che annualmente ammontano a 13 miliardi di euro”. Anche alla luce di questo, Conftrasporto-Confcommercio chiede come prime misure una riduzione della tassa di ancoraggio e dei canoni di concessione.

Per quanto riguarda le misure per il contenimento del virus, aggiungono le federazioni del mare di Conftrasporto, “è indispensabile che ci sia un’unica regia, per evitare ad esempio che si ripeta quanto accaduto in Sardegna, dove un sindaco ha imposto controlli sui passeggeri di una nave proveniente da Civitavecchia. Chiediamo che sia chiaro che i controlli debbano avvenire nel porto di partenza, non in quello di arrivo, e stabilire un ‘protocollo’ unitario a livello istituzionale”. In particolare Clia (associazione che riunisce il comparto crocieristico) chiede che le procedure sanitarie siano omogenee in tutte e 15 le Autorità di Sistema portuale. Sul fatto che invece molti Paesi stranieri stiano vietando lo sbarco dei turisti italiani, Clia sollecita il coinvolgimento della Farnesina.

Tra le imprese più colpite della filiera dei trasporti ci sono quelle della logistica, soprattutto nelle regioni della Lombardia e del Veneto. “Ci sono siti di stoccaggio da cui dipende il funzionamento di tutta la filiera distributiva, che si trovano all’esterno delle zone rosse, e che, in ragione di questo, dovrebbero essere operativi” spiega il segretario generale di Conftrasporto, Pasquale Russo. “Ma in diversi casi i dipendenti risiedono nelle zone rosse, dalle quali non possono uscire per recarsi al lavoro. Stiamo parlando di centinaia di lavoratori. Dire che quei depositi stanno lavorando a ranghi ridotti è un eufemismo: il tasso di assenteismo stimato è del 30-40%”.

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