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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Spinelli e Aponte (TRGE) chiedono altri 40 anni di concessione a Genova

L’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Occidentale ha appena pubblicato l’istanza formulata lo scorso 17 ottobre da Terminal Rinfuse Genova Srl per “l’ottenimento di proroga di anni 40 della titolarità della vigente concessione demaniale marittima di circa mq. 97.803 posta tra i ponti ex Idroscalo e Rubattino del porto di Genova”. L’attuale concessione è in scadenza il 31 dicembre 2020 e, oltre alla movimentazione di rinfuse, comprende “tra le articolazioni funzionali caratterizzanti e ammesse – ricorda la port authority – anche le operazioni portuali relative a movimentazione e stoccaggio contenitori e merci convenzionali”. Questo grazie a un Adeguamento tecnico funzionale approvato in ultima istanza a maggio del 2019.

Fino a pochi anni fa in mano al gruppo Italiana Coke di Augusto Ascheri, Terminal Rinfuse Genova è oggi controllata al 55% da Spinelli Srl e al 45% da Itaterminaux, holding portuale riconducibile al Gruppo Msc. Non è escluso che i due partner abbiano un controllo congiunto della governance in virtù di particolari patti parasociali.

Un dettaglio, quest’ultimo, non secondario perché potrebbe avere un peso nel terzo fronte sul quale il presidente dell’AdSP, Paolo Emilio Signorini, sarà chiamato ad applicare (e interpretare in maniera estensiva o restrittiva) quanto previsto dall’articolo 18 comma 7 della legge 84/1994 (il divieto per un concessionario di detenere due terminal nello stesso porto per la movimentazione delle medesime merceologie). Spinelli è infatti già concessionario dell’adiacente Genoa Port Terminal (dove vengono movimentati container, rotabili e merci varie) così come Msc è il padrone dell’adiacente (verso Levante) nuovo terminal sorto sul riempimento di Calata Bettolo. Il caso in passato di Terminal San Giorgio, che aveva inglobato sempre nel porto di Genova il vicino Terminal Frutta (ottenendo anche qui successivamente un adeguamento tecnico funzionale), ha creato un precedente favorevole ad Aldo Spinelli e Gianluigi Aponte (patron di Msc).

L’istanza di rinnovo della concessione di Terminal Rinfuse Genova è stata pubblicata dall’AdSP il 10 marzo e quindi eventuali altri terminalisti interessati a concorrere per aggiudicarsi questa fetta di banchine dovranno farsi vivi sottoponendo la propria domanda entro 9 il maggio prossimo. Fino a poche settimane fa un soggetto che, anche per sua stessa ammissione, veniva dato come probabile concorrente di Spinelli era il Gruppo Pir (Petrolifera Italo Rumena) di Guido Ottolenghi che ai piedi della Lanterna vorrebbe trasferire i propri depositi costieri attualmente operativi a Multedo. Si tratterà ora di capire se abbia ottenuto rassicurazioni e garanzie sul fatto che i depositi possano essere invece spostati altrove (l’ipotesi più probabile al momento sarebbe all’interno del terminal Imt del Gruppo Messina). Non sono escluse poi altre sorprese considerando la guerra aperta che si è scatenata fra grandi gruppi terminalisti sia a Genova che a Livorno.

Nella sua istanza di rinnovo depositata come detto lo scorso ottobre, Terminal Rinfuse Genova ricorda che a luglio del 2017 aveva chiesto “l’ampliamento dello scopo della concessione di cui essa è titolare, attualmente relativa a mq. 134.723 e con scadenza 31 dicembre 2020. In particolare aveva chiesto l’estensione […] ai traffici convenzionali (rotabili e merci varie) e, marginalmente, a contenitori, anche su ponte Rubattino, ponte San Giorgio e sulle relative calate”. Domanda che è stata accolta, dopo un parere all’Avvocatura Distrettuale dello Stato (chiesto dalla port authority), nel senso della necessità (ma anche della sufficienza) di un Adeguamento tecnico funzionale (non era stata ritenuta necessaria una variante stralcio del Piano Regolatore Portuale) e nel senso di poter autorizzare “in via transitoria” la movimentazione anche di carichi rotabili e contenitori. Questa previsione a ottobre del 2018 e dopo un pronunciamento anche del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, è stata quindi formalizzata dal presidente e dal Comitato di gestione del porto di Genova dando così il via libera, con alcune condizioni e prescrizioni, alla movimentazione anche di rotabili e “marginalmente” di contenitori.

Il programma d’attività e il piano industriale di Terminal Rinfuse Genova prevedono “rilevanti interventi infrastrutturali sia a carico del concessionario sia a carico dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale”. Alla port authority vengono chiesti lavori di consolidamento delle banchine (ponte Rubattino, ponte San Giorgio Levante e Ponente), lavori i dragaggio e di allestimento dei binari ferroviari ai quali sono connessi gli obiettivi di traffico programmati, gli investimenti e l’occupazione.

Nell’istanza TRGE sottolinea ache di aver movimentato nel 2018 un traffico di 529.458 tonnellate mentre gli investimenti effettuati al 31 dicembre dello stesso anno ammontavano a 16,3 milioni di euro. Per il 2109 e il 2020 i risultati di traffico attesi venivano riportati in 685.964 tonnellate per ogni esercizio (a consuntivo l’anno scorso il totale è stato poi di 630.288 tonnellate).

Per il futuro Spinelli a Aponte intendono trasformare la vocazione del terminal da monoprodotto a multipurpose al fine di “cogliere ogni opportunità di lavoro”. A questo proposito il piano industriale allegato all’istanza di proroga della concessione prefigura “investimenti in interventi infrastrutturali e per equipment a cura e spese del concessionario, ulteriori interventi infrastrutturali di competenza dell’AdSP, un incremento occupazionale significativo, un rilevante aumento dei volumi di traffico di rotabili, merci varie e contenitori e di mantenimento delle rinfuse solide residue”. Per fare tutto questo a Terminal Rinfuse Genova servono ulteriori 40 anni di concessione.

Nei prossimi due mesi sarà possibile sapere se qualche altro terminalista pensa di poter sfruttare meglio quelle banchine e dunque proporrà un’istanza concorrente.

Nicola Capuzzo

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