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Fincantieri rischia di perdere una commessa di Ncl da 3,2 miliardi per lungaggini burocratiche

Se entro un mese non verranno apposte le firme necessarie a perfezionare il relativo pacchetto finanziario e assicurativo per il credito all’esportazione, Fincantieri rischia di perdere commesse già acquisite per navi da crociera del valore di oltre 3 miliardi di euro firmate due anni fa con Norwegian Cruise Line Holdings. Secondo quanto appreso infatti da […]

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
13 Marzo 2020
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Seven Seas Splendor (Regent) consegna a Fincantieri Ancona

Se entro un mese non verranno apposte le firme necessarie a perfezionare il relativo pacchetto finanziario e assicurativo per il credito all’esportazione, Fincantieri rischia di perdere commesse già acquisite per navi da crociera del valore di oltre 3 miliardi di euro firmate due anni fa con Norwegian Cruise Line Holdings. Secondo quanto appreso infatti da SHIPPING ITALY il prossimo 15 aprile scade il termine entro il quale Sace e Cassa Depositi e Prestiti dovranno perfezionare l’accordo già approvato per sostenere queste nuove commesse. Quello che manca sono solo alcuni passaggi formali e approvazioni definitive da parte della Corte dei Conti e del Cipe.

Ritardi burocratici che, mentre il Governo Conte è costretto a lanciare un piano da 25 miliardi di euro di stimoli all’economia per il “dopo-Coronavirus”, rischiano di costare caro all’industria navalmeccanica italiana e al suo indotto che vedrebbero svanire una commessa già acquisita e solo da perfezionare. Alla luce del drammatico impatto che l’emergenza sanitaria del Covid-19 sta avendo sul mercato delle crociere, con molte compagnie che hanno completamento sospeso l’attività delle navi per alcune settimane, Norwegian Cruise Line Holdings coglierebbe infatti al volo un assist come quello italiano per recedere dai contratti firmati e ridurre notevolmente le propria esposizione finanziaria in questo delicato momento di mercato.

In una bozza di decreto Coronavirus ter allo studio del Governo, e di cui l’agenzia Public Policy ha preso visione, è prevista un’accelerazione per la procedura di rilascio della garanzia dello Stato per operazioni deliberate da Sace riguardanti commesse per la costruzione di navi da crociera. Questo provvedimento, se sarà approvato, accelererà la procedura di rilascio della garanzia dello Stato per operazioni deliberate da Sace e riguardanti commesse per la costruzione di navi da crociera.

Nel caso specifico di Fincantieri e Norwegian Cruise Line Holdings più nel dettaglio si tratta di strumenti di supporto all’export credit per due delle sei navi da 140.000 tonnellate di stazza in costruzione a Marghera e in consegna a partire dal 2020 per entrare a far parte della flotta Ncl, una nave di lusso da 55.000 tonnellate di stazza lorda per Regent Seven Seas da costruire ad Ancona (consegna 2023) e altre due unità da 67.000 destinate al brand Oceania Cruises e affidate allo stabilimento Fincantieri di Genova Sestri Ponente con consegne nel 2022 e 2025. In totale si parla di nuove costruzioni per un valore di circa 3,2 miliardi di euro.

Paradossalmente un’eventuale mancata formalizzazione dell’ordine per effetto di un ritardo burocratico tutto italiano non solo avrebbe l’effetto di annullare un lavoro già acquisito ma rischierebbe anche di farlo finire nelle mani di qualche competitor estero, in particolare al gruppo tedesco Meyer Werft che oggi non vanta un portafoglio ordini pieno per i prossimi dieci anni come Fincantieri.

A proposito sempre di nuove commesse, dopo le recenti indiscrezioni di Ship2Shore, fonti ben informate hanno confermato a SHIPPING ITALY che Fincantieri, tramite la controllata norvegese Vard, avrebbe appena firmato con Hurtigruten una lettera d’intenti per la costruzione di due piccole navi da crociera da 27.000 tonnellate di stazza lorda con opzioni per ulteriori tre unità expedition. In questo caso le navi non saranno costruite in Italia ma il contratto vale per il gruppo guidato da Giuseppe Bono complessivamente 1,5 miliardi di euro se tutte e cinque le navi oggetto della lettera d’intenti saranno costruite.

A proposito infine dell’acquisizione di Chantiers de l’Atlantique, una decisione da parte dell’Unione Europea è attesa entro fine aprile. È quanto ha spiegato la numero uno dell’Autorità Antitrust europeo, Margrethe Vestager: “Non faccio mai commenti pubblici su casi aperti su cui non è stata presa una decisione. Una decisione è prevista per la fine di aprile” ha detto infatti la Vestager parlando a Bfm Business TV. Secondo alcune fonti il gruppo italiano, controllato da Cdp, rischia di non ottenere il via libera dell’Antitrust europeo alla sua offerta per acquisire la concorrente francese Chantiers de l’Atlantique a causa delle difficoltà ad offrire concessioni che facciano venire meno i problemi legati alla concorrenza.

Nicola Capuzzo

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