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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Confitarma chiede al Mit meno costi portuali, più benefici e protezione dalle banche

A due settimane di distanza dalla richieste che Assarmatori aveva presentato al Governo per affrontare l’emergenza Coronavirus, adesso anche Confitarma ha scritto alla ministra dei trasporti, Paola De Micheli, presentando una lunga lista di provvedimenti ritenuti indispensabili per consentire alle società armatoriali italiane di sopravvivere alle conseguenze economiche della pandemia in corso a livello globale.

Il presidente Mario Mattioli nelle sue premesse si rivolge al ministro dicendo: “Oggi, insieme con tutto il tessuto produttivo nazionale, l’intero mondo dello shipping (dalla crocieristica, al trasporto di merci e passeggeri, coinvolgendo anche i servizi portuali) vive con estrema preoccupazione l’evolversi della grave emergenza Covid-19 anche per l’impatto che sta avendo e continuerà ad avere sul sistema socioeconomico italiano. L’eccezionale situazione determinata dall’emergenza epidemiologica che sta costringendo le imprese armatoriali finanche al fermo, parziale o totale, delle navi delle proprie flotte richiede l’individuazione di prime e urgenti misure di sostegno straordinario al comparto”.

Non prima di aver evidenziato quanto il trasporto marittimo rivesta un’importanza vitale per il funzionamento dell’economia e per assicurare i rifornimenti indispensabili di cui il nostro Paese ha bisogno, Confitarma firmata da Mattioli nella lettera alla ministra elenca le seguenti misure urgenti.

 

La prima è: “Intervento eccezionale di sostegno al reddito a favore di tutti i marittimi italiani e comunitari coinvolti in situazioni di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa a causa del fermo delle navi. Tale misura dovrebbe integrare le risorse del Fondo di Solidarietà Bilaterale del Settore Marittimo (SOLIMARE), consentendo il superamento dei massimali aziendali di utilizzo di detto Fondo”.

 

Al fine di sostenere i collegamenti marittimi che, nonostante il calo dei traffici e le restrizioni al trasporto passeggeri, continuano a garantire l’approvvigionamento di merci, alimenti e medicinali e prodotti strategici per il Paese, Confitarma auspica interventi volti alla riduzione dei costi di approdo delle navi, circostanza che si sta già verificando in altri Stati membri della Ue. “Tra questi, in primo luogo l’esonero temporaneo, a far data dall’adozione delle misure restrittive adottate dal Governo, dal pagamento dei diritti e altri oneri portuali e, in aggiunta, la compensazione totale, o quantomeno parziale, delle spese per i servizi portuali (servizi tecnico-nautici) e di stiva”. Queste misure secondo l’associazione confindustriale degli armatori “si dovrebbero applicare alle navi in servizio di cabotaggio nazionale, ro-ro e ro-pax impiegate anche su linee di autostrade del mare internazionali che scalano porti italiani. Infine, si dovrebbe prevedere la temporanea esenzione, totale o parziale, dal pagamento dei canoni concessori dei terminal che operano i predetti traffici”.

 

La confederazione romana chiede poi l’estensione, “per un periodo di dodici mesi, alle navi iscritte nelle matricole nazionali e che svolgono attività compatibili con gli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato ai trasporti marittimi, dell’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali di cui all’art.6 del decreto-legge n. 457/97 convertito in legge n.30/98”. In pratica con questa misura Confitarma chiede di estendere i benefici previsti dal Registro internazionale anche alle navi che operano servizi di cabotaggio nazionale.

 

Fra le misure chieste dall’associazione guidata da Mario Mattioli ci sono anche “finanziamenti fino a tre anni a valere su fondi Cassa Depositi e Prestiti e con garanzia statale di ultima istanza erogati direttamente da Cdp o dalle banche agenti in base a una convenzione, per far fronte all’aumento dei costi operativi di gestione, generatisi sia a seguito di difficoltà operative poste dagli Stati Eu o extra Eu alle navi di bandiera italiana e con equipaggi italiani e/o comunitari, sia di navi in lay-up (fuori servizio e/o all’ancora)”. Tale proposta prende spunto dal Decreto Cura Italia che prevede il sostegno alla liquidità delle imprese colpite dall’emergenza epidemiologica Covid-19 attraverso finanziamenti da parte di Cdp.

 

Richiesta anche la “sospensione, al fine di adeguare i piani alle mutate contingenze, relativa a qualsiasi atto processuale, comunicazione, adempimento inerenti a procedure ex art. 161 e 182/bis Legge Fallimentare, giustificata con l’impossibilità di rispettare i termini previsti dalla legge stante il processo di revisione dei piani e la difficoltà di elaborazione degli stessi”. Invocata anche una “moratoria a standstill di 18 mesi su tutte le esposizioni finanziarie sterilizzando la possibilità di accelerazione e altri rimedi dei finanziatori”. Una previsione, questa, che metterebbe le società armatoriali al sicuro da azioni aggressive sui propri asset da parte dei finanziatori.

 

Confitarma ha segnalato altresì di essersi “attivata con l’Abi (Associazione delle banche italiane) al fine di adottare uno schema di accordo che preveda quanto segue:

‘Cristallizzazione’ (forbearance) degli attuali accordi in essere ai sensi dell’art. 67 della Legge Fallimentare (accordi di ristrutturazione del debito) per la durata di 18 mesi: ciò eviterebbe alle imprese che stanno rispettando i piani originari di essere nuovamente classificate tra le posizioni NPL/UTP, oppure di dover affrontare, in un contesto di estrema incertezza, ulteriori e pesanti oneri connessi all’eventuale immediata nuova asseverazione dei Piani Economico-Finanziari.

Accordo che replichi nei principi di massima il vigente ‘Accordo per il Credito’ stipulato e prorogato tra ABI e Confindustria e che consenta alle imprese del settore il diritto di estensione degli attuali finanziamenti ipotecari fino ad un massimo del 100% della durata residua degli stessi (compatibilmente con la validità delle garanzie sottostanti). Tale diritto matura per quelle imprese le cui posizioni non sono classificate tra gli NPL/UTP (ex Credito Deteriorato)”. In pratica viene richiesto con quest’ultima misura di raddoppiare la durata residua dei finanziamenti su determinati asset (navi).

Confitarma conclude la missiva diretta alla ministra De Micheli sottolineando: “Sui suddetti ultimi due punti, che non comportano un diretto impegno normativo, si richiede il massimo supporto affinché si possa giungere quanto prima a un accordo formale con Abi e/o con i principali gruppi bancari. Infine mi permetto di formularLe l’auspicio che possa intervenire in tempi rapidi l’approvazione comunitaria al rinnovo del regime di aiuti ai trasporti marittimi SA 48260 (2017/NN).

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