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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Armatori e marittimi chiedono all’Onu la libera circolazione di navi ed equipaggi

Guy Platten, segretario generale dell’International Chamber of Shipping, e Stephen Cotton, omologo dell’International Transport Workers’ Federation, hanno inviato alle competenti agenzie delle Nazioni Unite (Ooil, Imo, Unctad e Oms) una lettera aperta per chiedere loro di portare all’attenzione degli Stati membri le problematiche che la pandemia di Covid-19 sta creando al trasporto marittimo mondiale, incoraggiando le autorità nazionali a discutere le possibili soluzioni con le loro parti sociali.

International Chamber Shipping (Ics), che rappresenta le associazioni nazionali di armatori del mondo e oltre l’80% del tonnellaggio marittimo mercantile del mondo, e International Transport Workers’ Federation (Itf), vale a dire circa due milioni di marittimi che lavorano su navi mercantili di tutto il mondo operanti nei traffici marittimi internazionali, nella lettera congiunta affermano che, a fronte della pandemia di Covid-19, è essenziale che tutti i governi si attivino affinché il commercio marittimo non si fermi, continuando a consentire alle navi mercantili di accedere ai porti di tutto il mondo e facilitando gli avvicendamenti degli equipaggi sulle navi e la loro circolazione con il minor numero possibile di ostacoli.

“È importante – scrivono le due associazioni – che i governi di tutto il mondo comprendano appieno che circa il 90% del commercio mondiale è trasportato dalla navigazione marittima, che muove il cibo, l’energia e le materie prime del mondo, nonché i manufatti – tra cui forniture mediche vitali e molti prodotti venduti nei supermercati – tutti articoli necessari per la conservazione di molti posti di lavoro nel settore manifatturiero, senza i quali la società moderna semplicemente non può funzionare”.

Ciò significa mantenere i porti del mondo aperti all’attracco di navi mercantili facilitando gli avvicendamenti degli equipaggi e la loro circolazione con il minor numero possibile di ostacoli. Per questo Ics e Itf sottolineano la necessità vitale che ai marittimi del mondo siano concesse esenzioni adeguate da qualsiasi restrizione nazionale per gli spostamenti, al fine di far funzionare le catene di approvvigionamento marittime del mondo.

Tenuto conto del loro ruolo vitale durante la pandemia globale, le associazioni suggeriscono che i marittimi, indipendentemente dalla nazionalità, siano trattati come qualsiasi altro ‘lavoratore chiave’ internazionale, come gli equipaggi delle compagnie aeree e il personale medico, naturalmente rispettando i protocolli sanitari di emergenza.

Infine, le due associazioni invitano le organizzazioni delle Nazioni Unite a sottolineare l’importanza critica di questo problema con i governi degli Stati membri e chiedono che questo argomento venga urgentemente aggiunto all’ordine del giorno delle opportune riunioni ad alto livello e che le autorità nazionali degli Stati membri siano incoraggiate a impegnarsi immediatamente con le associazioni nazionali degli armatori e le organizzazioni sindacali locali dei marittimi al fine di trovare soluzioni rapide a questo grave problema che rischia di ostacolare gli sforzi globali per affrontare la pandemia di Covid-19.

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