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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Anche Amazon limita in Italia le consegne ai prodotti essenziali

Dopo aver preannunciato che i beni di prima necessità avrebbero avuto la precedenza sugli altri meno indispensabili, Amazon ora ha comunicato che smetterà di spedire prodotti non essenziali ai consumatori in Italia e in Francia. Lo ha rivelato Reuters citando un annuncio pubblicato in cinese che il marketplace fondato da Jeff Bezos avrebbe circolato ieri (sabato 21 marzo) sulla piattaforma social WeChat.

La scelta di Amazon è dettata dall’esigenza di preservare le proprie risorse (umane e fisiche) nelle regioni duramente colpite dall’epidemia di Coronavirus. Un portavoce di Amazon ha spiegato che la società ha preso questa decisione a seguito di un picco di ordini e della necessità di rispettare le misure di sicurezza anti-Coronavirus nei luoghi di lavoro che inevitabilmente pongono alcune limitazioni.

Amazon considera i prodotti per bambini, gli articoli per la salute e la casa, la bellezza e la cura della persona, la spesa e le forniture industriali, scientifiche e per animali domestici come prodotti essenziali. Il principale marketplace mondiale ha precisato che i rivenditori rimangono comunque attivi per vendere la merce tramite il portale e che saranno loro a curare direttamente le spedizioni ai clienti compatibilmente con le limitazioni imposte dagli ultimi decreti del Governo. Sia in Italia che in Francia, infatti, sono state introdotte misure restrittive utili a cercare di contrastare la diffusione del virus.

“Con effetto immediato, Amazon smetterà di ricevere ordini Fba (fulfillment by Amazon) da parte dei clienti su prodotti non essenziali sul suo sito in Italia (Amazon.it) e in Francia (Amazon.fr), in modo che gli addetti operativi possano concentrarsi sull’evasione e la consegna degli ordini di cui i consumatori hanno più bisogno ora” avrebbe scritto Amazon.com in una dichiarazione tradotta dal cinese e apparsa appunto su WeChat.

L’annuncio è stato rivolto ai venditori con sede in Cina che potrebbero vedere la loro attività subire un contraccolpo improvviso. I produttori cinesi rappresentano infatti il 45% dei venditori attivi su Amazon.fr e il 44% su Amazon.it, secondo i dati di Marketplace Pulse, una società di ricerca sull’e-commerce.

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