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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

A porto Marghera i traffici finora resistono al Covid-19

Nel porto di Marghera (Venezia) il traffico di merci fino ad ora sembra non aver subito un significativo calo a seguito dell’emergenza sanitaria Coronavirus e delle misure adottate dal Governo per limitare il contagio. Lo hanno spiegato in video conferenza stampa (la prima in Italia nel settore dello shipping) i presidenti di port authority, Pino Musolino, e della locale associazione degli agenti marittimi, Alessandro Santi.

“Il dato del mese di febbraio è stato addirittura positivo +4,3% (in termini di tonnellate) rispetto all’anno scorso e a marzo se si confermasse la tenuta dei traffici farei, come si dice a Venezia, dei salti alti alti (di felicità, ndr)” ha detto Musolino. “Più durerà questa situazione di lock down a livello internazionale e più pesante rischia di essere la flessione dei traffici” ha aggiunto.

Numeri confermati anche da Alessandri Santi che ha portato il punto di vista degli agenti marittimi: “In termini di toccate nave il porto di venezia sta mantenendo il passo dei mesi scorsi: a febbraio il numero di navi arrivate è stato addirittura più elevato mentre a marzo il calo è stato limitato a un -10% che in valore assoluto significa circa 15 navi in meno arrivate in porto e si tratta in particolare di una diminuzione concentrata nei traffici di rinfuse liquide”.  Gianluca Palma, direttore Ente Zona Industriale di Marghera, ha infatti confermato che “c’è un aumento degli stoccaggi ad esempio nel settore petrolifero per le problematiche connesse alla distribuzione dei prodotti ai destinatari finali o per il blocco dei consumi”. Un esempio è il jet fuel che non viene approvvigionato alle compagnie aeree in quanto la quasi totalità dei voli passeggeri sono sospesi.

Santi ha anche ricordato come Venezia sia stato da inizio marzo il primo porto in Italia ricompreso all’interno di una zona rossa per il contagio da Covid-19 ma le contromisure prese “sono state poi adottate come line guida a livello nazionale” ha sottolineato. “Peccato – ha concluso – che l’Europa solo ora sia intervenuta imponendo delle corsie garantite (‘green lanes’) per il trasporto delle merci lungo i principali corridoi infrastrutturali continentali. I traffici transfrontalieri per settimane hanno risentito delle forti criticità”.

Che anche il mese di marzo a Marghera abbia tenuto in termini di volumi di merce movimentata lo ha confermato anche Gianni Satini, presidente veneto Fai (Federazione Autotrasportatori Italiani).

Alessandro Becce, neoamministratore delegato del terminal container Vecon, ha posto l’attenzione sulla “necessità del massimo coordinamento fra i vari attori coinvolti (terminalisti, imprese portuali, fornitori di manodopera e visite alla merce) perché l’accumulo dei container nei piazzali rischia di mettere in crisi anche il regolare flusso delle merci ritenute essenziali” ha detto. “La saturazione dei piazzali, nel caso le merci non si possano portare in consegna per effetto dell’ultimo Dpcm, è un elemento molto critico e per questo serve un attento coordinamento fra i vari attori” ha concluso.

Sempre a proposito di terminal container, infine, La Nuova Venezia ha reso noto che l’Autorità di sistema portuale ha dato il via libera al progetto esecutivo del primo stralcio del progetto del nuovo terminal “on shore” nell’area ex Montesyndial. Il progetto del primo stralcio prevede il banchinamento della sponda sud del canale industriale ovest a porto Marghera attraverso la realizzazione di una banchina di 610 metri di lunghezza, con l’ arretramento del filo sponda di circa 35 metri e un’area a terra, a servizio della banchina, di circa 170 mia metri quadrati, per una spesa complessiva di 10,6 milioni di euro. La banchina portuale sul canale Sud in totale sarà lunga ben un 1,4 kilometri e un’area di 83 ettari con possibilità di sviluppare anche attività di logistica di retrobanchina.

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