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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

I terminal portuali chiedono più sostegno all’Europa e agli Stati membri

Oltre agli armatori, anche i terminalisti portuali chiedono all’Europa e agli Stati membri un supporto per superare questo delicato momento di crisi generato dall’epidemia del virus Covid-19. La richiesta è stata messa nero su bianco da Feport, la federazione europea delle associazioni di categoria locali (in Italia è Assiterminal), che in una comunicazione ha scritto: “È urgente che gli Stati membri forniscano un sostegno adeguato per evitare disordini all’interno delle catene di approvvigionamento dell’Ue, nonché effetti economici disastrosi che comporterebbero una significativa perdita di posti di lavoro”.

Il presidente di Feport, Gunther Bonz, poi aggiunge: “Stiamo vivendo momenti eccezionali che richiedono un’azione straordinaria. […] L’impatto di questa crisi sull’economia e sull’occupazione sarà enorme e dobbiamo adottare le misure giuste in modo tempestivo, efficiente ed efficace”.

Secondo la federazione dei terminalisti portuali è fondamentale che i Paesi memebri dell’Europa si avvalgano delle disposizioni della direttiva 2008/114/CE dell’8 dicembre 2008 relativa all’individuazione e alla designazione delle infrastrutture critiche europee e che tutti i meccanismi appropriati, al di là dell’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE siano mobilitati dagli Stati membri. A partire da una maggiore flessibilità sull’applicazione delle regole imposte dal Patto di Stabilità europeo.

Come gli altri stakeholder delle catene logistiche marittime in Europa, anche i terminal portuali membri di Feport continuano ad accogliere le navi nel modo più sicuro ed efficiente e restano impegnati a garantire la circolazione delle merci nei porti.

La federazione europea, pur accogliendo con favore il nuovo quadro di riferimento temporaneo proposto per gli aiuti di Stato che consente sovvenzioni dirette e vantaggi fiscali selettivi, garanzie statali per i prestiti assunti dalle imprese da parte delle banche e prestiti pubblici agevolati alle imprese, osserva che “è una novità positiva per le PMI, ma non è realmente concepito per sostenere le grandi imprese che sono e saranno pesantemente colpite dagli effetti dell’emergenza Covid 19”. A questo proposito Feport sottolinea che le società terminalisti “comprendono sia le PMI che le grandi imprese e tutte svolgono un ruolo strategico per le infrastrutture critiche, ovvero i porti europei”.

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