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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Merlo (Federlogistica) segnala la lista delle misure incompiute  

“Penso che vi sia una pericolosissima sottovalutazione dello sforzo che il sistema logistico, portuale  e marittimo sta facendo per garantire servizi essenziali al Paese, ma questo sacrificio non può durare a lungo in assenza di provvedimenti concreti”. Inizia così il messaggio che Luigi Merlo, direttore del gruppo Msc in Italia e presidente di Federlogistica (la Confederazione dei trasporti che fa capo a Confcommercio), lancia dopo l’ultimo appello già di alcune settimane fa sull’emergenza coronavirus e sulle proposte, ancora inascoltate, del settore marittimo dei trasporti e della logistica per far fronte a una situazione complessa e pericolosa.

“Stiamo pagando il fatto che alcune proposte che il settore faceva da tempo siano rimaste lettera morta.  Solo oggi ci si rende conto dello straordinario lavoro della sanità marittima e della polizia di frontiera con organici ridottissimi. Lo sportello unico doganale e dei controlli non è ancora partito nonostante basti un solo atto per farlo salpare. La Piattaforma Logistica Nazionale, costata allo Stato decine di milioni di euro, non è mai decollata e va totalmente ripensata: se fosse stata in funzione oggi sarebbe un supporto utilissimo” afferma Merlo.

Il presidente di Federlogistica si associa a chi ritiene che, con la ripresa dei traffici dall’oriente e industrie e magazzini chiusi, si rischia di intasare i porti per mesi a causa di spazi insufficienti. “Da qui la necessità di sbloccare realmente le zone economiche speciali e il sostegno ai retroporti  e ai Multimodal Transport Operator (Mto)” prosegue Merlo. Che poi aggiunge: “Diversi operatori erogano servizi in perdita: rischiamo, una volta finita l’emergenza, di non avere più collegamenti marittimi con le isole”.
Un pensiero è rivolto poi anche alle port authority messe sempre più in secondo piano: “I presidenti delle Autorità di sistema portuale sono stati  di fatto in questo momento commissariati da prefetti, sindaci o presidenti di regione con provvedimenti spesso incoerenti e contraddittori. Vanno dotati di poteri autorizzativi reali così come le Capitanerie stanno dimostrando ancora una volta la straordinaria competenza e la capacità di assumere decisioni sulla base di valutazioni tecniche e non sulla emotività”.

In conclusione il presidente di Federlogistica menziona anche le direzioni competenti del Ministero dei trasporti: “Se finalmente tecnica e competenza sono rivalutate, tanto più lo si deve fare in un settore così complesso e specialistico. Questa dovrebbe essere l’occasione per ripensare anche l’organizzazione del ministero dei Trasporti, che negli anni è stato depotenziato soprattutto in alcune direzioni che oggi si dimostrano essenziali per il funzionamento del Paese”.

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