• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

logo shipping italy
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Economia

Forza maggiore: via ai certificati anche in Italia ma urge un correttivo

Contributo a cura degli avvocati Davide Magnolia, Carlo Solari e Giacomo Falsetta * * Lca Studio Legale    Il 25 marzo scorso, il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha fatto un primo passo per venire incontro alle esigenze espresse delle imprese che operano con l’estero al fine di mettere in campo, anche in Italia, uno […]

di Nicola Capuzzo
28 Marzo 2020
Stampa
Container impilati colorati

Contributo a cura degli avvocati Davide Magnolia, Carlo Solari e Giacomo Falsetta *

* Lca Studio Legale 

 

Il 25 marzo scorso, il MISE (Ministero dello Sviluppo Economico) ha fatto un primo passo per venire incontro alle esigenze espresse delle imprese che operano con l’estero al fine di mettere in campo, anche in Italia, uno strumento “statale” di certificazione della ricorrenza di cause di forza maggiore legata alla pandemia COVID-19. Tale strumento dovrebbe essere funzionale a far scattare le clausole di force majeure presenti in molti contratti del commercio internazionale e, più in generale, a precostituire un elemento che valga a escludere la responsabilità dell’impresa per mancata o ritardata esecuzione delle obbligazioni assunte. L’iniziativa fa seguito a misure simili adottate da altri paesi, tra cui per prima la Cina e, nell’ambito dell’Unione Europea, tra gli altri da Austria e Lituania.

La nota del MISE. Con una nota del 25 marzo scorso, il MISE ha dato mandato al sistema delle Camere di Commercio, Industria Artigianato e Agricoltura (CCIAA) di rilasciare, in favore delle imprese interessate, attestazioni camerali su dichiarazioni dell’impresa di sussistenza di una causa di forza maggiore per l’emergenza COVID-19.  L’attestazione camerale si compone di due parti: una dichiarazione “sullo stato di emergenza in Italia conseguente all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e sulle restrizioni imposte dalla legge per il contenimento dell’epidemia” nonché di una attestazione da parte della CCIAA di aver ricevuto dall’impresa richiedente “una dichiarazione in cui, facendo riferimento alle restrizioni disposte dall’Autorità di governo e allo stato di emergenza in atto, l’impresa medesima afferma di non aver potuto assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali precedentemente assunti per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale”.

Un primo passo. Ma non basta. L’intervento è sicuramente apprezzabile sotto il profilo della tempestività, ma, tuttavia, mostra tutti i propri limiti in termini di reale efficacia delle attestazioni camerali. Un primo elemento di potenziale criticità risiede nei limiti intrinseci della natura giuridica dell’attestazione. La l. 580/1993 e successive modificazioni, sul “Riordinamento delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura”, non attribuisce infatti alle Camere di Commercio alcun potere certificativo in relazione alla veridicità (anche solo documentale) di quanto dichiarato dall’impresa. Per tale motivo, pur nella sua veste di pubblico ufficiale (pacificamente riconosciuta dalla giurisprudenza della Suprema Corte si veda, ex multis Cass. Pen., sez. V, n. 1205 del 6.10.2014, dep. 13.1.2015-), il funzionario della Camera di Commercio potrà esclusivamente attestare quanto autocertificato dall’imprenditore, ferme le responsabilità penali gravanti su quest’ultimo.

Inoltre, ed al di là dei dati formali, alcune criticità emergono anche in relazione ai contenuti delle attestazioni camerali. Infatti il riferimento alle “restrizioni disposte dall’Autorità di Governo” di fatto potrebbe tracciare una discrimen  tra imprese la cui attività è stata sospesa da provvedimenti del Governo (e, in particolare dai DPCM 11 marzo 2020 e DPCM 22 marzo 2020) e quelle esentate dalla misura. Per le prime, in presenza di un atto di governo – rilevante ex se ai fini della valutazione della forza maggiore –  che ha sospeso l’attività dell’impresa interessata, l’attestazione potrebbe essere elemento sufficiente a dimostrare l’esimente alla responsabilità da inadempimento contrattuale. Al contrario, per le molte imprese non oggetto di provvedimenti governativi di sospensione (come noto il ventaglio delle esenzioni dei citati DPCM è piuttosto ampio), l’attestazione, così come strutturata, potrebbe essere priva di efficacia. Nelle intenzioni della circolare, infatti, l’attestazione si limiterebbe a prendere atto della dichiarazione dell’impresa interessata circa il ricorrere di una causa di forza maggiore e/o di un impedimento, senza alcuna validazione sui presupposti di fatto della stessa. Se quest’ultimo sarà, in effetti, il contenuto della dichiarazione emessa dalle Camera di Commercio, ben difficilmente il documento potrà servire come supporto probatorio per sostenere l’esimente della forza maggiore. Si tratterebbe, infatti, di una dichiarazione proveniente dall’interessato, di cui semplicemente la Camera di commercio certifica l’avvenuta ricezione, senza attestare la veridicità del suo contenuto. Si spera che la proposta di emendamento all’attenzione del Senato, da inserire nel disegno di legge di conversione del Decreto “Cura Italia” (D.L. 18/2020), chiarisca definitivamente le zone grigie ed i dubbi interpretativi.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY 

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
Sonangol Namibe – Golfo Persico
Circa 140 portacontainer bloccate in Golfo Persico e una petroliera colpita
Impatto per la 'chiusura' dello Stretto di Hormuz atteso anche sui traffici dry bulk con un allarme particolare per l'export…
  • calcare
  • container
  • dry bulk
  • Gnl
  • Golfo Persico
  • Iran
  • LNG
  • Stretto di Hormuz
4
Economia
5 Marzo 2026
Fumaiolo emissioni 2091 (1)
“I traghetti elettrici nel 2035 saranno più convenienti in 2 casi su 3”
Per Transport&Environment la propulsione a batterie è la strada maestra per la decarbonizzazione nei ro-pax, settore gravoso per l'Italia (Genova…
  • batterie
  • elettrico
  • traghetti
  • Transport&Environment
3
Market report
5 Marzo 2026
Salerno_Hapag-Lloyd_LOU_4746 container
Lieve calo della puntualità delle navi container a gennaio (62,4%)
Hapag Lloyd e Maersk sono ancora i vettori più affidabili con un punteggio del 72,2%
  • container
  • Sea-Intelligence
2
Market report
28 Febbraio 2026
Yasa Scorpio – VLCC tanker al terminal Sarroch – Saras (1)
Le tensioni fra Usa e Iran spingono i noli delle petroliere ai massimi
Lo shopping di navi da parte di Sinokor (con Msc?) contribuisce in maniera determinante a un'ulteriore concentrazione dell'offerta di stiva…
  • petrolio
  • Sinokor
  • trasporto marittimo
  • Vlcc
3
Market report
26 Febbraio 2026
Xeneta prev
Noli container stabili tra Far East e Mediterraneo ma in futuro si attendono ribassi
Secondo Xeneta nelle prossime settimane la discesa in atto da gennaio si arresterà, per poi riprendere in primavera a causa…
  • container
  • Drewry
  • noli
  • Xeneta
2
Market report
26 Febbraio 2026
Il quotidiano online del trasporto marittimo
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Credits: Edinet s.r.l. - Pietra Ligure (SV)