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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Mit e Mise: entro 24 ore sbloccare le navi Tirrenia per garantire la continuità territoriale

A proposito della convocazione dei vertici di Moby oggi da parte dei ministeri competenti sulle questioni di Tirrenia Cin i dicasteri fanno sapere: “Si è conclusa la conference call tra i commissari di Tirrenia, azienda in amministrazione straordinaria, i vertici di Tirrenia Cin, la ministra delle infrastrutture e dei trasporti Paola De Micheli e il ministro dello sviluppo economico Stefano Patuanelli. Dal confronto sono emerse alcune ipotesi di soluzione dell’attuale blocco dell’operatività delle navi Tirrenia. I ministri hanno chiesto all’azienda e ai commissari di definire e adottare gli atti risolutivi entro 24 ore”.
La nota specifica inoltre che “le ipotesi di soluzione garantirebbero anzi tutto i servizi di continuità territoriale, con l’obiettivo di addivenire poi anche a una rapida definizione della complessiva situazione debitoria di Tirrenia CIN”.
A proposito di quali possano essere le “ipotesi di soluzione” menzionate dai due dicasteri romani per sbloccare la situazione, una fonte legale spiega a SHIPPING ITALY che “una garanzia sulla somma oggetto di sequestro nessuno banca, assicurazione o altri soggetti privati sarebbe disponibile a rilasciarla. Una garanzia dello Stato appare assai improbabile, anche se potrebbe essere giustificata dalle necessità di garantire il sevizio pubblico”.
Un’altra ipotesi potrebbe essere quella che sia stata fatta pressione sui Commissari affinché mollino un po’ la presa su Compagnia Italiana di Navigazione (Gruppo Moby) consentendo così di svincolare i fondi strettamente necessari per i servizi di interesse nazionale. “Ma in quel caso bisogna trovare un giudice che si assuma la responsabilità di un provvedimento di quel genere e non è un compito da poco. Tanto più perché nella partita sono coinvolti anche altri creditori come banche e obbligazionisti”. Paradossalmente, fa notare la stessa fonte, se fosse stata sequestrata una o più navi ci sarebbe la possibilità di sfruttare la gestione provvisoria dell’asset sotto sequestro secondo quanto previsto dalle leggi.