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Ancona sospende i canoni portuali, Catania e Augusta per ora no

L’autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Centrale (Ancona più atri scali minori), così come già fatto dalla port authority di Bari e Brindisi e da quella di Venezia, ha reso noto di aver sospeso automaticamente i canoni concessori delle imprese operanti in orto. L’AdSP del Mare di Sicilia Orientale (Augusta e Catania) ha invece risposto alla locale associazione Assoporto che chiederà lumi al Ministero dei trasporti sull’applicazione del decreto Cura Italia.

Per quanto riguarda i porti delle Marche, il presidente della port authority Rodolfo Giampieri ha emanato un’ordinanza che riguarda le imprese portuali e i concessionari regolati dagli articoli 16, 17 e 18 della legge 84/1994 e che sospende in automatico i pagamenti dei canoni dal 17 marzo al 31 luglio senza neanche necessità di presentare domanda. Le imprese dovranno invece inviare il format, allegato all’ordinanza, soltanto se intendono chiedere una rateizzazione del canone dovuto, che potrà essere versato in massimo tre rate che scadranno il 30 settembre, 30 novembre e 31 dicembre 2020. Le aziende che vorranno pagare il canone in un’unica soluzione dovranno farlo entro il 30 settembre 2020.

Diversa invece la situazione nei porti della Sicilia Orientale dove, a seguito di una simile richiesta presentata da Assoporto Augusta, la port authority guidata da Andrea Annunziata ha risposto: “Il presidente dell’Autorità portuale e il suo staff, pur non avendo il potere di disporre a piacere in ordine agli oneri, come ad esempio il potere di concedere sospensioni, scaglionamenti, rateizzazioni dei medesimi, pur non di meno per preservare e tutelare lo sviluppo economico ha intrapreso delle iniziative. E ha ritenuto di richiedere espressamente al competente ministero la possibilità di interpretare estensivamente quanto positivamente previsto per altre ipotesi similari. E dunque, disciplinare, il tema degli oneri concessori”.

Annunziata, sottolineando che intende preservare anche la stabilità finanziaria del suo ente, ha inoltre aggiunto che “al ricorrere dell’espresso e auspicato riconoscimento potendo disporre in deroga a quanto previsto potrebbe adottare tutte le misure ex lege adeguate a contenere e, ove possibile, sanare le criticità delle singole ditte, da valutare queste ultime, non come mere monadi a sé stanti, bensì quali parti integranti di un unicum: l’Autorità di sistema portuale, chiamata, sempre e comunque a rispondere alla logica della tutela del preminente interesse pubblico dello sviluppo economico generale. Sostenere i concessionari comporterebbe un ripianamento dei bilanci che, unito ad un loro operato sinergico, assicurerebbe la progettualità economica della Adsp, posta al servizio dell’interesse della collettività portuale”.

In parole povere l’AdSP del Mar di Sicilia Orientale attenderà preventivamente un parere dal Ministero dei trasporti e solo dopo nel caso interverrà, cercando di attuare misure che privilegino l’interesse collettivo dello scalo e massimizzino i risultati dello scalo dal punto di vista dei traffici.

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