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Confetra Fvg indica la rotta per evitare la tempesta perfetta

Secondo Confetra Friuli venezia Giulia nelle prossime due settimane potrebbe scatenarsi una tempesta perfetta se i magazzini delle imprese produttrici escluse dalla lista delle attività essenziali non potranno essere riaperti. Secondo l’associazione regionale, infatti, “l’arrivo di un volume superiore al normale di merci spedite dalla Cina uscita dall’emergenza, la mancanza, sperabilmente momentanea, di liquidità delle […]

di Nicola Capuzzo
2 Aprile 2020
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Porto di Trieste veduta aerea

Secondo Confetra Friuli venezia Giulia nelle prossime due settimane potrebbe scatenarsi una tempesta perfetta se i magazzini delle imprese produttrici escluse dalla lista delle attività essenziali non potranno essere riaperti.

Secondo l’associazione regionale, infatti, “l’arrivo di un volume superiore al normale di merci spedite dalla Cina uscita dall’emergenza, la mancanza, sperabilmente momentanea, di liquidità delle imprese italiane per procedere al pagamento delle merci e alla loro importazione, e l’impossibilità per le imprese non essenziali di ricevere le merci nei loro magazzini genereranno una spirale negativa, rendendo impossibile la vuotatura dei container e, conseguentemente, determinando la mancanza di container vuoti che permetterebbero alle imprese essenziali di spedire le proprie merci verso mercati esteri e generare flusso di cassa. In pratica, una miscela potenzialmente esplosiva, in grado di catalizzare la recessione”.

Stefano Visintin, presidente di Confetra Friuli Venezia Giulia, desidera mandare anche un messaggio propositivo alle imprese industriali, utile a limitare quantomeno i danni. Il suggerimento alle industrie chiuse è quello di disporre la vuotatura delle merci dai container ai magazzini intermedi e interrompere in questo modo il maturare di costi di magazzinaggio e di demurrage per i loro container giacenti ai porti, assicurandosi al contempo la disponibilità di materie prime e semilavorati per poter ripartire con immediatezza quando sarà possibile riavviare la produzione. “Il nostro sistema portuale e retroportuale – afferma Visintin – dispone di magazzini sicuri e puliti in cui stoccare ogni tipo di merce a condizioni competitive. Il porto franco internazionale di Trieste permette di stoccare a tempo indeterminato le merci allo stato estero, senza bisogno di anticipare dazi e Iva all’importazione o presentare garanzie di pari importo alla Dogana. Con un paio di settimane di demurrage risparmiati si può comodamente pagare il costo del magazzinaggio per almeno un mese”. Il tempo necessario, sic spera, per superare la crisi pandemica in atto.

Il particolare regime doganale di porto franco, unico nel suo genere in Europa, permette non solo di non pagare o garantire i diritti doganali per tutto il tempo che le merci rimarranno a magazzino, ma anche di pagare dazi e Iva con una dilazione fino a 180
giorni dalla data d’importazione a un tasso d’interesse agevolato.

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