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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Gli agenti marittimi non gradiscono le parole di Fedespedi su detention & demurrage



La presa di posizione della Federazione italiana degli spedizionieri Fedespedi, allineata a quella europea di Clecat, che critica l’atteggiamento dei vettori marittimi per come stanno gestendo l’applicazione di detention e demurrage in questa emergenza Coronavirus non è andata giù a Federagenti.

Il presidente della federazione nazionale delle agenzie marittime, rappresentanti in Italia delle compagnie di navigazione, intende replicare tramite SHIPPING ITALY con queste parole: “Oggi esiste la necessità di fare fronte comune e concentrare tempo e risorse sull’esigenza prioritaria di decongestionare porti e terminal, garantendo i flussi merceologici alle filiere essenziali per la sopravvivenza del paese. E’ quindi con una certa sorpresa, anche in considerazione delle riunioni recenti e del dialogo fra le categorie finalizzato proprio al raggiungimento di questo obiettivi prioritari, che abbiamo letto l’articolo ‘Detention & demurrage: sale la tensione fra spedizionieri e compagnie di navigazione’. Articolo che speriamo sia solo frutto della tensione che attraversa anche il nostro comparto e tutto il cluster logistico, ma che comunque non trova alcun riscontro nella realtà dei fatti” sostiene il presidente degli agenti marittimi Gian Enzo Duci.

Il presidente di Federagenti entra nel merito della sua replica dicendo: “In termini di demurrage le linee girano alla merce esattamente i costi che i terminal portuali addebitano, quindi non è una responsabilità delle linee e tanto meno un margine quello delle demurrage. In termini di detention le linee e le agenzie sono sempre state flessibili, tanto più ora, nei confronti della merce cercando soluzioni ad hoc oppure siglando accordi specifici con i clienti”.

Duci ancora aggiunge: “Se poi parliamo di questo specifico periodo sappiamo che la maggior parte delle compagnie di navigazione ha provveduto a proporre soluzioni per l’inoltro dei contenitori presso aree logistiche al di fuori dei porti proprio per favorire i clienti e quindi evitare possibili soste conseguenti al fermo di molte attività produttive”.

Federagenti conclude dicendo di non capire “il senso di quanto riportato da Fedespedi e da Clecat” e conta che, “anche alla luce di queste precisazioni, sia invece colta la portata del pieno e totale supporto verso la merce da parte delle linee e delle agenzie”.

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