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Gti chiede sburocratizzazione e maggiore efficienza ai terminal container

Genova Trasporti Intermodali, una delle società di autotrasporto container più attive nel capoluogo ligure, in una lettera indirizzata ai lavoratori e ai sindacati, si schiera al fianco di Auta Marocchi e di quelle aziende che si dicono “non interessate alle iniziative di coloro che vorrebbero la deregolamentazione dell’intero settore dell’autotrasporto, ma solo a quelle che ne migliorano l’efficienza”.

Nella missiva firmata dal titolare Paolo Coluccini si legge che “l’autotrasporto già da anni soffre un’importante flessione del lavoro che, insieme all’aumento delle disuguaglianze fiscali che stanno generando i regolamenti Europei all’interno degli stati membri, sta mettendo a dura prova le aziende italiane e i loro dipendenti. In particolare il settore del trasporto container è in ginocchio a causa dell’allungamento dei tempi di attesa nei vari terminal, che già in passato era insostenibile e che oggi è molto più accentuato per via delle giuste restrizioni che i vari Dpcm emanati dal Governo hanno imposto. Pensare di risolvere i problemi e le inefficienze dell’autotrasporto e dei trasportatori, proponendo di allungare le ore di guida giornaliere e settimanali, con relativa riduzione delle ore di riposo giornaliere e settimanali, modificando la normativa CE 561/06 e deregolamentando il D.lgs. 81/2008 ha sicuramente delle finalità diverse da quelle che può immaginare la Genova Trasporti Intermodali”.

Gti sottolinea che oggi per gli autisti bere un semplice caffè, mentre eseguono le normali pause per un corretto recupero psicofisico, o mangiare un panino e accedere ai bagni è praticamente impossibile. Gli autisti vengono spesso guardati con pregiudizio, poiché si spostano da un luogo all’altro dell’Italia e dell’Europa e pertanto sono visti come possibili portatori di eventuali contagi.

Il numero uno di Gti Trasporti aggiunge: “È necessario trovare soluzioni diverse, per far sì che le aziende di autotrasporto possano sopravvivere e che le stesse possano garantire salari adeguati ai propri dipendenti, con delle regole sulle tariffe chiare e inderogabili, così che le aziende sane, quelle che rispettano il Ccnl e hanno accordi con le organizzazioni sindacali per il pagamento degli straordinari e delle trasferte, non siano fuori mercato, a beneficio di quelle società, che non rispettano le regole e non rispettano i propri dipendenti, regalando tariffe a basso costo ai committenti”.

In conclusione Coluccini, ribadendo la loro contrarietà a derogare le normative sulle ore di guida e di risposo del personale viaggiante, chiede invece con forza “di snellire le pratiche burocratiche, che generano dei tempi morti, ponendo davanti a tutto la salute e la sicurezza degli autisti, che può avvenire in un solo modo, ricevendo una giusta tariffa per il viaggio sia in andata che in ritorno”.

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