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Economia

Danesi (Psa Genova Prà): “Abbiamo problemi seri, fermiamo i nuovi investimenti”

L’emergenza Cornavirus sta impattando in maniera molto negativa sul porto di Genova e in particolare sul suo principale terminal container. Situazioni simili si registrano anche a Savona-Vado e a La Spezia. Durante la trasmissione Porto e città andata in onda su Primocanale l’ex amministratore delegato e oggi consigliere d’amministrazione di Psa Genova Prà, Gilberto Danesi, […]

di Nicola Capuzzo
13 Aprile 2020
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Porto di Genova Sampierdarena – veduta aerea

L’emergenza Cornavirus sta impattando in maniera molto negativa sul porto di Genova e in particolare sul suo principale terminal container. Situazioni simili si registrano anche a Savona-Vado e a La Spezia.

Durante la trasmissione Porto e città andata in onda su Primocanale l’ex amministratore delegato e oggi consigliere d’amministrazione di Psa Genova Prà, Gilberto Danesi, ha detto: “Non nascondo che abbiamo problemi seri di liquidità. Abbiamo ricevute 3-4 lettere in cui viene dichiarata la forza maggiore per cui i contratti con le shipping line non valgono più”. Danesi ha poi aggiunto: “Questo porterà a un rallentamento a nostra volta dei pagamenti verso i fornitori e a un sicuro taglio dei nuovi investimenti programmati. Quelli che avevamo già avviato non possiamo bloccarli”. Il pensiero va alle nuova tornata di gru di banchina che il terminal avrebbe dovuto acquistare nel medio termine e al rinnovamento di una seconda gru ferroviaria che a questo punto verrà messa in stand by, mentre la prima nuova macchina è attesa in consegna la prossima estate.

Danesi ha anche ricordato che Psa Genova Prà deve fare i conti con le molte toccate cancellate dai vettori marittimi (blank sailing) e che il blocco delle attività produttive inizia a congestionare il piazzale perché le industrie non possono ritirare i container. In realtà almeno quest’ultima criticità dalla prossima settimana andrà risolvendosi poiché il Dpcm annunciato ieri sera dal premier Conte riapre i magazzini anche delle attività produttive non essenziali.

Antonio Benvenuti, console della Compagnia Univa (Culmv), ha parlato a sua volta di un mese di maggio “che sarà micidiale” e di due settimane, quelle appena trascorse, “molto basse” in termini di chiamate dai terminalisti, dopo un primo trimestre dell’anno stabile rispetto allo stesso periodo del 2019. “Noi siamo sempre operativi, dal punto di vista operativo è tutto regolare e il lavoro va avanti. Il il problema per la Culmv è la cassa” e iniziano a preoccupare anche i pagamenti degli stipendi dei soci.

Il delicato tema della liquidità è stato evidenziato anche da Alessandro Pitto, presidente di Spediporto, che a Primocanale ha ripetuto i concetti espressi nel suo recente intervento pubblicato su SHIPPING ITALY per cui “nessuno si salva da solo”. Il riferimento è al fatto che tutti gli stakeholder devono impegnarsi ad affrontare congiuntamente i problemi di liquidità. “Fino a fine marzo il lavoro per gli spedizionieri paradossalmente è aumentato ma non sapiamo se e quando questo lavoro verrà pagato dalle aziende” ha aggiunto Pitto.

Guardando agli altri scali liguri, Alessandro Berta, direttore dell’Unione Industriali di Savona e componente del comitato di gestione dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale, ha detto di aspettarsi un calo dei volumi di merci in transito anche negli scali savonesi ad aprile e maggio “nell’ordine del 60-70%”. Nel savonese meno di un terzo delle attività industriali sono infatti attive.

Andrea Fontana infine, presidente dell’Associazione spedizionieri del porto di Spezia, ha rivelato che il La Spezia Container Terminal “nel mese di marzo ha fatto registrare una flessione dei volumi di container movimentati del 28%” e che “lo stesso trend è atteso per aprile”. Nel primo trimestre del 2020 i dati grezzi del traffico container (comprendente container pieni, vuoti, transhipment, impor ed export) parlano “di un -13% rispetto allo stesso periodo del 2019”.

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