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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

I paesi europei concedono un anno di moratoria sui finanziamenti concessi alle navi da crociera

Per proteggere i posti di lavoro nell’industria navale durante la crisi generata dal Coronavirus, le compagnie crocieristiche riceveranno dai paesi europei un sostegno finanziario importante. Lo ha annunciato il Ministero dell’economia e dell’energia tedesco.

I governi nazionali di Francia, Finlandia, Italia, Norvegia e Germania, i paesi dove sorgono i più importanti poli navalmeccanici continentali, hanno infatti concordato la possibilità per le compagnie di navigazione che operano navi da crociera e che ne fanno richiesta, di sospendere per un anno il rimborso dei debiti relativi alle nuove navi e assicurati con garanzie statali tramite il sistema export credit (in Italia il meccanismo è regolato da Sace – Simest e riguarda le commessa di navi costruite da Fincantieri).

“Stiamo fornendo uno sgravio di liquidità alle compagnie di navigazione al fine di stabilizzare così le relazioni commerciali di lunga data dei cantieri navali europei nell’attuale situazione di crisi” ha dichiarato Norbert Brackmann, il coordinatore del governo tedesco per l’industria marittima.

Queste misure, che favoriscono le compagnie risparmiando loro esborsi importanti nei prossimi mesi, mirano a stabilizzare il mercato ed erano, secondo Brackmann, “urgenti e necessarie” in quanto il business delle crociere era arrivato “quasi a un punto morto” a causa della pandemia di Coronavirus.

Secondo il ministero la Germania da sola ha assicurato finanziamenti con garanzia pubblica su linee di credito per l’acquisto di navi da crociera costruite nel paese per complessivi 25 miliardi di euro. In Italia i numeri sono probabilmente anche maggiori. Nel 2018 il portafoglio crediti e garanzie di Sace ha raggiunto i 61 miliardi di euro e il mercato della navalmeccanica per navi da crociera è quello che riceve il maggiore supporto dal sistema export credit con un’incidenza sul totale dell’esposizione superiore al 41%. Al 31 dicembre 2019, sempre secondo quanto reso noto da Sace, la sua esposizione verso finanziamenti collegati a navi da crociera era pari a 16,8 miliardi.

Sempre lo stesso Brackmann ha precisato infine che le misure adottate per alleviare temporaneamente gli oneri finanziari a carico delle compagnie crocieristiche serviranno anche a ridurre il rischio di default sui prestiti relativi alle navi il cui credito è stato garantito dallo Stato tedesco.

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