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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Bureau Veritas intensifica i controlli su rinfuse liquide e secche nei porti italiani

La qualità dei più significativi prodotti alimentari italiani, in primis la pasta, dipende dalla qualità del grano che viene importato (in particolare da Canada e Stati Uniti) e poi miscelato al grano italiano (insufficiente a soddisfare la domanda nazionale). In un momento di emergenza e di fortissima pressione sull’industria agroalimentare italiana, la qualità è ancora di più una parola d’ordine.

Lo rende noto il Gruppo Bureau Veritas Italia comunicando di aver potenziato in modo decisivo il suo presidio sui porti e sul settore marittimo, predisponendo veri e propri emergency team dedicati ai controlli nelle stive delle navi destinate al trasporto del grano e di prodotti come mais, soia, riso, crusca, avena, ma anche leguminose e oli vegetali importati attraverso i porti italiani.

Ogni anno il nostro Paese importa circa 20 milioni di tonnellate di queste commodity che richiedono controlli e garanzie accurati sia sulla qualità che sulla quantità del prodotto e gli ispettori di Bureau Veritas, a fronte dell’emergenza coronavirus, stanno svolgendo un’attività di verifica h24 in parallelo con organi dello Stato come il Corpo Forestale, i funzionari preposti all’anti-frode e quelli della Sanità marittima.

Gli sbarchi di granaglie si concentrano oggi sui porti dell’Adriatico, ma la presenza dei team di Bureau Veritas, coordinati attraverso la divisione Commodities Inspectorate Italy, è assicurata in tutti gli scali italiani sia su input degli importatori che degli esportatori, in quanto rappresentano un elemento centrale di garanzia dei contratti.

Tomaso Migliaccio, managing director della divisione dedicato a questo settore, sottolinea che “Bureau Veritas interviene sull’intera filiera alimentare attraverso verifiche specifiche anche sul food per vendita al dettaglio e sul comparto bio (nel quale è stata di recente acquisita QCertificazioni). Verifiche rese più efficienti dal controllo all’origine sulle materie prime importate attraverso la nostra rete capillare di ispettori e laboratori, e alla nostra capacità di intervenire su qualsiasi tipo di vettore come navi, camion, treni o di depositi”.

In parallelo gli ispettori di Bureau Veritas hanno anche intensificato in maniera significativa l’attività di sorveglianza sulla qualità dei carburanti a uso navale che deve rispondere alle nuove normative internazionali in tema di riduzione del contenuto di zolfo in essi presente. Questa attività di verifica ha assunto in questi giorni un particolare valore strategico proprio per garantire la continuità nel flusso di import delle materie prime, indispensabile per assicurare gli approvvigionamenti al settore agroalimentare e delle merci in genere.

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