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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

A Gioia Tauro in arrivo una nuova banchina da quasi 400 metri

L’Autorità portuale di Gioia Tauro procede nell’idea di dotare lo scalo di nuovi accosti nella parte settentrionale dove normalmente vengono stoccate le auto nuove movimentate dal terminalista Autoterminal Gioia Tauro, azienda controllata da Automar e dunque partecipata dal Gruppo Grimaldi di Napoli.

Lo ha reso noto l’ente guidato dal commissario Andrea Agostinelli riepilogando gli interventi in atto per il rilancio dello scalo. Fra questi figura appunto “la realizzazione di una banchina lungo l’arenile a ponente del porto, lato nord, con profondità di fondali pari a 17 metri. L’obiettivo è quello di completare il banchinamento del canale al fine di migliorare l’accessibilità lungo le sue banchine poste al lato nord dello scalo”. Si tratta di un’opera del valore complessivo di 16,5 milioni di euro per la quale l’Autorità portuale di Gioia Tauro ha appena pubblicato il bando di gara per l’aggiudicazione della direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza nella fase di esecuzione del cantiere.

Secondo quanto si apprende da Interprogetti, la società di ingegneria marittima incaricata della Valutazione Impatto Ambientale e della Progettazione Esecutiva, il progetto della banchina di Ponente lato nord del porto di Gioia Tauro “rappresenta il completamento del perimetro portuale in corrispondenza del bacino più interno. L’area è infatti l’unica ancora non banchinata ed è delimitata, per buona parte, da una spiaggia. Lo scopo è quello di dare piena attuazione al vigente Piano Regolatore Portuale e consentire successivi interventi di dragaggio, che agevoleranno l’evoluzione delle navi in porto, implementando la rapidità e la fruibilità delle manovre sempre nel rispetto dei massimi criteri di sicurezza”.

La banchina di Ponente lato nord-est avrà lunghezza di 385,5 metri distinti in un tratto rettilineo principale di circa 325 metri, un segmento di circa 60 metri a sud che viene realizzato in sovrapposizione al banchinamento esistente e dal risvolto di chiusura che collega il nuovo allineamento al tratto esistente.

Oltre a ciò la port authority ha anche ricordato che, al fine di garantire il livello di profondità del canale portuale e permettere l’attracco delle mega portacontainer di ultima generazione, nel marzo 2019, ha dato avvio ad uno programma triennale di dragaggio dei fondali del valore complessivo di 5 milioni di euro. A conclusione della prima annualità, l’Ente nei giorni scorsi ha pubblicato il bando di gara per l’affidamento del servizio di caratterizzazione dei sedimi portuali, prima di procedere al successivo affidamento dei lavori di completamento del dragaggio dell’intero canale.

Dai risultati della relativa analisi batimetrica, propedeutica all’adozione del complessivo

programma dei lavori, è stato constatato che le dune vengono create principalmente dall’azione dinamica delle eliche delle navi, durante le manovre di partenza e attracco alle banchine portuali, che spostano masse di sabbia da un punto all’altro del bacino. Come da cronoprogramma, ogni due mesi l’Autorità portuale procede a uno specifico intervento, organizzato in base a diverse tipologie di esigenze. Annualmente, il progetto prevede due spianamenti con draga auto-caricante ed auto-refluente ed altri quattro con diversa strumentazione.

L’adozione di questo progetto rientra nella complessiva politica di rilancio dello scalo dell’Autorità portuale di Gioia Tauro, che “ha messo in campo – si legge nella nota –  un articolato piano di attività, in sinergia con il terminalista, per mantenere alte le performance del porto”.

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