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Crociere, attenzione ai repeaters giusti: non è tutto oro quel che luccica

Contributo a cura di Andrea Moizo * * Giornalista esperto in economia marittima e portuale   È sicuramente sensato cercare di farsi un’idea della futura domanda di crociere tastando il polso ai “repeaters”. In primis perché, almeno fino a prima della pandemia di coronavirus, coloro che in passato avevano già effettuato una crociera costituivano ancora […]

di Nicola Capuzzo
24 Aprile 2020
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Contributo a cura di Andrea Moizo *

* Giornalista esperto in economia marittima e portuale

 

È sicuramente sensato cercare di farsi un’idea della futura domanda di crociere tastando il polso ai “repeaters”. In primis perché, almeno fino a prima della pandemia di coronavirus, coloro che in passato avevano già effettuato una crociera costituivano ancora più del 50% del mercato. In secundis perché, rispetto al nuovo potenziale crocierista, il repeater è facilmente individuabile.
Certo per una campionatura significativa occorre circoscrivere un po’ il campo. Ad esempio, per quanto formalmente lo sia, difficilmente potrà essere un repeater ‘interessante’ ai fini della domanda (cioè uno che, avendone già esperienza, prenoterà a breve una crociera) colui che l’ultima volta ci sia stato, chessò, 10 anni fa. Magari è rimasto traumatizzato dall’ultimo viaggio o ha perso la disponibilità economica o è morto. Di certo non è un repeater ‘significativo’ per le prospettive future del comparto.
Parimenti sembra una sotto nicchia fuorviante quella dei repeater che abbiano già prenotato una nuova crociera. Tanto più se la domanda che gli si pone è: “Compatibilmente con il superamento dell’attuale emergenza e dei vincoli normativi, ha cambiato la sua intenzione?”. Della domanda futura costoro dicono poco, perché sono una sparuta minoranza. E nulla se ciò che gli si chiede è se vogliano usare il prodotto comprato, piuttosto che se ne vogliano acquisire un altro DOPO.
Ciò che interessa dovrebbe infatti essere la propensione a spendere ANCORA oltre a quello che GIA’ si è speso. Per farsi un’idea dell’impatto sulla domanda di crociere post coronavirus, peraltro nel solo ambito, ancorché rappresentativo, degli aficionados, chi ha oggi già comprato una crociera non ancora effettuata andrebbe quindi, escluso dal campione o limitato alle ‘code’ di esso.
Pertanto il fatto che il 64,3% di questo sotto insieme, in un insieme in cui costoro rappresentano 757 dei 900 repeater sentiti, abbia risposto affermativamente, non mi pare proprio possa portare ad inferire che “due crocieristi italiani su tre pronti a effettuare una vacanza in crociera già nel 2020 a emergenza sanitaria Covid-19 conclusa”. Che è quello che ha affermato ieri il centro studi Risposte e Turismo.
A me il suddetto dato suggerisce piuttosto il contrario: l’effetto coronavirus è così devastante che persino 1 dei 3 che hanno già un biglietto in mano è pronto a cestinarlo, non rimborsato, anche qualora il viaggio avvenisse a emergenza superata. E ancor peggio è che larga parte di costoro, 173 su 270, lo farebbe “non ritenendo più la crociera una vacanza sicura”, nemmeno trovato il vaccino al coronavirus (cioè “superata l’attuale emergenza”).

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