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Giachino (Saimare): “Le priorità della logistica nell’anno più difficile per l’economia italiana”

Contributo a cura di Bartolomeo Giachino *
* presidente Saimare
 
L’economia italiana è nel bel mezzo dell’anno più difficile non solo per la più forte caduta del Pil dal dopoguerra ma perché il calo del prezzo del petrolio e il calo dei traffici di merci rischiano di modificare l’assetto dei commerci globali che durava da un secolo e mezzo.
La logistica intanto deve chiarire in ogni sede politica e culturale che per il nostro Paese il mercato globale negli ultimi 10 anni ha rappresentato la ciambella di salvataggio per evitare una forte caduta della ricchezza prodotta. Senza le esportazioni fuori dal mercato occidentale, il nostro Pil perderebbe da 4 a 5 punti percentuali, la metà della spesa sanitaria del Paese.
Il mercato mondiale al di là della guerra dei dazi e del Covid-19 per il nostro sistema manifatturiero, per il Made In, per l’enogastronomico rimangono il più potente motore di crescita.
In questa logica l’Italia logistica sarà tanto più competitiva quanto sarà più competitivo il suo sistema portuale e in particolare se il nostro Paese vuole conquistare il ruolo di cerniera dei traffici tra l’Europa, l’Africa e l’Oriente dovrà valorizzare ancora di più i porti del Nord Tirreno e del Nord Adriatico.
A questo proposito se le varie associazioni invece di portare avanti ognuno un programma proprio, individuassero un programma comune da sostenere ai tavoli governativi, ciò ridarebbe finalmente alla logistica il ruolo che merita, che negli ultimi anni ha fatto fatica a riconfermare quanto ottenuto negli anni 2009-2010 e si trova con molti problemi irrisolti a partire dai tempi di pagamento dei trasporti, sino a una rete autostradale che fa pietà.
In quest’ottica le priorità da affermare ai tavoli del Governo e del Parlamento sono:
1) Lo sblocco dello Sportello Unico dei controlli nei porti, una misura a costo zero che il Governo dovrebbe portare avanti subito sapendo di dare un ai nostri porti un vantaggio competitivo importante in grado di spostare anche dei traffici dai porti del Nord Europa ai nostri.
2) Investimenti in infrastrutture:
a) priorità alla costruzione delle tratte italiane delle Reti ferroviarie europee, opere già inserite nel programma di RFI;
b) nuova diga foranea a Genova, il porto che con il completamento del Terzo Valico e del nodo di Genova diventerà il porto più vicino al mercato europeo e in particolare ai mercati di  Svizzera e del Baden-Württemberg che valgono complessivamente 1.100 miliardi di Pil, tanto quanto tutto il mercato del Nord Italia;
c) piano interventi sulla rete stradale e autostradale.
Solo una visione miope non ha visto schierata il mondo della logistica nella battaglia sulle infrastrutture. Invece partire dalla lotta per la Tav per mettere fine alla stagione dei ‘no’ si accetta prima di iniziare a discutere il veto di qualcuno alla Diga foranea del futuro? Con quest’opera, con il corridoio Genova-Rotterdam e con lo Sportello unico dei controlli, il porto di Genova diventerà uno dei porti strategici della manifattura europea nel suo rapporto col mercato mondiale, insieme a Trieste, e diventerà un importante motore di sviluppo della nostra economia e del lavoro.