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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Dalla ministra De Micheli buone notizie per terminalisti e servizi portuali

Ieri alla Camera dei Deputati sono arrivate buone notizie dalla ministra dei trasporti, Paola De Micheli, per terminalisti e fornitori di servizi portuali (non è chiaro al momento quanto quest’ultima definizione vada intesa in senso lato).

Rispondendo all’interrogazione presentata e firmata dagli onorevoli Raffaella Paita e Luciano Nobili (Italia Viva), che chiedevano quali iniziative siano previste per un piano di potenziamento del trasporto locale, ferroviario e marittimo in vista della ripartenza economico-produttiva, il vertice del dicastero di piazzale Porta Pia ha esordito dicendo che “sono in atto interlocuzioni continue con il Comitato tecnico-scientifico ed è prevista una riunione per sabato con gli operatori del settore”.

A proposito delle risorse pubbliche messe in campo la De Micheli ha aggiunto: “Ricordo che è stato recentemente approvato il Documento di economia e finanza, e il MIT ha predisposto l’allegato infrastrutture, non ancora approvato dal Consiglio dei ministri in quanto collegato al Piano nazionale di riforme, definendo la stima economica degli interventi con la specifica declinazione delle risorse stanziate per la realizzazione di tutti gli investimenti che rivestono carattere di assoluta priorità, tenuto conto soprattutto della condizione di pandemia in essere. Il piano – ha proseguito – prevede circa 200 miliardi d’investimenti, di cui 77 già disponibili per interventi immediatamente cantierabili nel breve e medio termine per contrastare gli effetti economici e sociali del Covid. Si prevede con esso il rilancio degli investimenti e della spesa pubblica nel settore delle infrastrutture e, ovviamente, dei trasporti”.

La ministra ha tenuto inoltre a ricordare che, “si tratta di risorse immediatamente erogabili, soprattutto per la parte relativa alla sostituzione dei mezzi di trasporto. A ciò aggiungo gli ulteriori 11 miliardi che abbiamo reso immediatamente utilizzabili, dei quali 4,5 miliardi relativi alle opere e 6,5 miliardi relativi a programmi settoriali di intervento trasportistico”.

Particolarmente interessante la parte finale della risposta all’interrogazione nella quale ha affermato: “Concludo inoltre riassumendo le misure di sostegno al trasporto pubblico locale, ferroviario e portuale, di cui ho proposto l’inserimento nel decreto-legge di prossima emanazione: la costituzione di un fondo per equilibrare i contratti di servizio del settore dei trasporti; l’istituzione di un apposito Fondo per la compensazione dei danni subiti; l’anticipazione di cassa dell’80% dello stanziamento del Fondo TPL e l’incremento di 58 milioni del Fondo nazionale dell’autotrasporto; la riduzione della quota parte del canone di accesso all’infrastruttura ferroviaria; lo stanziamento di 122 milioni di euro a favore di Rete ferroviaria italiana per la compensazione della contrazione degli introiti; la riduzione dei canoni concessori per gli operatori portuali; la proroga di un anno delle concessioni dei servizi portuali in scadenza”.

In particolare quest’ultime due misure faranno piacere ai terminalisti portuali e forse non solo a loro perché, se la definizione di ‘servizi portuali’ del Governo fosse estensiva, arriverebbe a ricomprendere fra gli altri anche attività come il rimorchio portuale i cui contratti di concessioni sono in scadenza proprio nei prossimi mesi in molti scali, se non già scaduti e in regime di prorogatio in altri.

Alessandro Ferrari, direttore di Assiterminal, ha così commentato le parole della De Micheli: “Nel 2019 le nostre imprese nei porti (più di 100mila lavoratori tra impatto diretto e indotto) hanno movimentato quasi 500.000 tonnellate di merci, di cui 10 milioni di container Teu. Il 40% dell’import-export del sistema produttivo e dei servizi dell’ITALIA per un valore di 240 miliardi di euro e 55 milioni di passeggeri che alimentano il mercato del turismo made in Italy con una spesa diretta pari a 7 miliardi di euro solo dalle crociere. Nel 2020, a causa dell’emergenza Covid e dei suoi effetti, i passeggeri sono azzerati e le merci sono in contrazione fino al 40% con lavoratori in cassa integrazione”. La conclusione di Ferrari è: “Vigileremo se e come quanto annunciato sarà realizzato per la sopravvivenza di un settore centrale nella logistica e per l’economia del sistema Paese troppo spesso dimenticato e marginalizzato”.

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