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Bandiera (Fedepiloti): “Le navi non includano il pilotaggio fra le spese da sospendere”

Contributo a cura di Francesco Bandiera (presidente Fedepiloti) riportato all’interno dell’inserto speciale “I numeri dei porti italiani” appena pubblicato da SHIPPING ITALY   “I dati 2019 sono sostanzialmente in linea con gli ultimi anni. È evidente che anche noi, come tutti, seguiamo con molta attenzione l’evolversi della situazione per questo anno che è cominciato da subito […]

di Nicola Capuzzo
4 Maggio 2020
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Contributo a cura di Francesco Bandiera (presidente Fedepiloti) riportato all’interno dell’inserto speciale “I numeri dei porti italiani” appena pubblicato da SHIPPING ITALY

 

“I dati 2019 sono sostanzialmente in linea con gli ultimi anni. È evidente che anche noi, come tutti, seguiamo con molta attenzione l’evolversi della situazione per questo anno che è cominciato da subito in salita, per le notizie che arrivavano dall’est del mondo dove l’emergenza sanitaria era già ampiamente cominciata ed eravamo solo in attesa di capire quando e in che termini avrebbe impattato nel nostro Paese e nel resto del mondo.

Oggi che potremmo definirci “nell’occhio del ciclone”, ovvero passata la prima fase della tempesta, che oltre alle tante persone perite e ricoverate, ha visto cambiare radicalmente ogni abitudine di vita consolidata fino alla restrizione coatta delle libertà personali come azione estrema del contenimento pandemico, attendiamo la seconda fase, ovvero che da sanitaria, l’emergenza si trasformi in economica il cui impatto potrebbe addirittura essere altrettanto duro, trascinandoci in una crisi economica senza precedenti dal dopoguerra.

La ripresa arriverà e dovrà farci trovare pronti. Sicuramente un asset strategico per il nostro Paese come i porti deve tornare prepotentemente al centro dell’agenda politica, perché saranno fondamentali. Così come, per permettere che l’intera filiera marittima e portuale mantenga la piena efficienza operativa, per continuare a permettere che la collettività riceva gli approvvigionamenti necessari, l’armamento italiano andrà adeguatamente sostenuto economicamente, ove necessario.

Il pilotaggio in Italia è affidato ai piloti dei porti che sono organizzati in corporazioni normate dal codice della navigazione e sotto il pieno controllo dello Stato, per il quale garantiamo l’accesso sicuro alle navi nei porti della nazione.

Il nostro sistema è un unicum nel suo genere e non risponde alle normali logiche del mercato, perché a dover essere tutelato in primis è l’interesse pubblico generale della sicurezza delle acque portuali e delle rade, senza alcun costo per l’amministrazione pubblica.

Il presidio di pilotaggio nel porto è infatti sostenuto da chi il porto lo utilizza per fini commerciali, ai quali invece, sempre attraverso la nostra opera a bordo, garantiamo manovre sicure in tempi rapidi con una gestione del traffico portuale lineare e in piena sinergia con gli altri servizi del porto, tutti coordinati e disciplinati dal comandante della locale Capitaneria di porto.

Con questo intendo dire che non siamo impresa e non facciamo impresa.

Detto ciò, sicuramente nel momento in cui viene a mancare il traffico in un porto è naturale che il contraccolpo economico immediato lo percepiamo in maniera diretta e rilevante, soprattutto se, come sta accadendo in questo particolare difficile momento, una crisi di liquidità generalizzata colpisce chi utilizza il nostro servizio: l’armamento. Questo sta generando problematiche legate al fatto che se le corporazioni non riscuotono il dovuto per il servizio reso obbligatoriamente, esiste la reale possibilità di non poter far fronte, nel medio/lungo periodo, alle spese minime di mantenimento della struttura, che sono incomprimibili per loro stessa natura: dai mezzi navali per recarci a bordo, al personale marittimo imbarcato, alla gestione delle stazioni di pilotaggio, fino al personale amministrativo necessario.

Quindi per quanto ci riguarda, nella consapevolezza che avremo un calo generalizzato degli approdi per il 2020 senza precedenti, è per noi fondamentale che quel poco traffico commerciale continui a usufruire del servizio anche in questo periodo, non includa il pilotaggio nelle voci di spesa da sospendere, perché servizio essenziale, obbligatorio e tecnicamente necessario proprio per l’ingresso e l’uscita dal porto. Specie se parliamo di traffici marittimi sovvenzionati dallo Stato.

Per il resto colgo l’occasione perché giunga al Governo, alla nostra Amministrazione e a tutti i nostri connazionali, un forte segnale di vicinanza dalle Corporazioni dei piloti dei porti italiani che non si sono mai fermate, durante tutto questo ormai lungo periodo di emergenza pandemica e che hanno continuato a prestare il servizio con orgoglio e alto senso del dovere, in alcuni casi in condizioni sanitarie davvero al limite.”

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