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Dl Rilancio: De Micheli preannuncia alcune misure e polemizza sulle crociere



Nel decreto legge Rilancio di prossima emanazione e sul quale la maggioranza di Governo sta ancora cercando una quadra definitiva, ci saranno diverse norme riguardanti il trasporto di merci e persone. I tratti salienti di questi provvedimenti li ha rivelati la ministra dei trasporti, Paola De Micheli, durante l’ultima audizione alla Commissione Trasporti della Camera dedicata alle ricadute dell’emergenza da Coronavirus nel settore dei trasporti.

Il prossimo 18 maggio scatterà la fase 2.1 per i trasporti nel nostro paese e sulla base delle risultanze delle attività in corso la ministra prevede l’introduzione di ulteriori correttivi e integrazioni ai provvedimenti già presi nelle ultime settimane.  La De Micheli, a proposito delle misure di sostegno al settore dei trasporti e al sistema produttivo, ha proposto l’inserimento di diverse misure nel decreto legge di prossima emanazione fra cui ha esplicitamente menzionato “la riduzione del canone di accesso all’infrastruttura ferroviaria per tutte le società”, “lo stanziamento di risorse specifiche per incentivare i trasporti intermodali” e “la riduzione dei canoni concessori per gli operatori portuali”.

In occasione della stessa audizione la ministra si è mostrata molto agguerrita sul tema delle navi da crociere e sulla gestione del loro approdo nei porti italiani. Rivendico, con tutta la fatica che ho fatto e che abbiamo fatto insieme alla Guardia Costiera, ai presidenti delle autorità portuali e agli enti locali, che le navi battenti bandiera italiana non sono state in mare un giorno di più rispetto a quelli che dovevano starci” ha sottolineato con forza la De Micheli. Chi ha anticipato l’arrivo è perché è stato rifiutato da altri porti, e ci sono state navi da crociera che dovevano arrivare il giorno ‘X’ e hanno chiesto di poter arrivare una settimana o dieci giorni prima perché gli altri porti di paesi esteri, che hanno avuto gli stessi vantaggi economici quando il mondo crocieristico girava, hanno rifiutato l’attracco”.

Il riferimento della ministra sembra essere diretto soprattutto agli altri paesi membri dell’Ue perché poi ha aggiunto: “Per merito degli uomini e delle donne che lavorano nei porti le operazioni di ritorno delle navi da crociera battenti bandiera italiana e del rimpatrio degli italiani ma anche degli stranieri che da Genova abbiamo messi sui pullman per andare in Germania, in Francia, ecc. è avvenuta con ordine e senza alcun tipo di problema, né sul fronte sanitario né sul fronte organizzativo. Penso alla grandissima concentrazione di problemi che a un certo punto avevamo su Civitavecchia, penso alla Liguria che ha preso un sacco di navi da crociera, penso alle operazioni che abbiamo fatto in Toscana, in Puglia e nelle Marche”.

In conclusione ha aggiunto: “Io non lo so quando riparte il turismo crocieristico. Dico però che il livello di efficienza che abbiamo avuto nei nostri porti, che non hanno avuto i porti degli altri paesi (nessun altro ha fatto come noi), è una delle carte che ci giocheremo non appena riparte questo turismo. Perché abbiamo dimostrato che anche quando le cose andavano male i porti italiani c’erano e i porti di qualcun altro non c’erano”.

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