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Giuliana Bunkeraggi: il salvataggio potrebbe arrivare già a fine maggio

Il salvataggio della società triestina Giuliana Bunkeraggi, controllata dalla famiglia Napp e in concordato preventivo, potrebbe prendere forma già entro il mese di giugno. Secondo quanto riportato da Il Piccolo, infatti, dal 3 luglio è stato anticipata al 27 maggio dal giudice del tribunale competente l’udienza per l’omologa del piano concordatario. Piano che nei mesi scorsi aveva ricevuto i parre favorevole della maggioranza dei creditori nonostante il voto favorevole della banca Monte dei Paschi di Siena che detiene una quota significativa del passivo. Complessivamente si parla di circa 10 milioni di euro, di cui 7,6 milioni riferibili a crediti chirografari (banche e fornitori) e 2,4 milioni a crediti privilegiati.

Il giudice delegato, Riccardo Merluzzi, ha motivato questa anticipazione spiegando che la vendita di otto unità (chiatte e rimorchiatori) alla concittadina Ocean e di due motocisterne alla veneziana Petromar ha consentito di ottenere una liquidità di 2,8 milioni tale da eseguire un primo parziale riparto pari a circa 700 mila euro. Rimarranno ancora da cedere le due bettoline Piero N. e Marisa N., la sede della società in via Lazzaretto Vecchio e la quota del 18% detenuta in Tami, la cordata privata che controlla al 60% il terminal passeggeri della Marittima (Ttp). La vendita delle ultime due bettoline sarà prioritaria e avverrà a seguito dell’omologa del concordato

Giuliana Bunkeraggi, azienda attiva nell’approvvigionamento fisico del bunker alle navi a Trieste e in altri scali dell’Adriatico, è ricorsa al concordato preventivo a seguito della vicenda giudiziaria che nel 2019 aveva colpito l’allora controllata Depositi Costieri.

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