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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Tirrenia-Cin: la convenzione prorogata fino a 12 mesi dopo l’emergenza Covid-19

Quanto anticipato dalla Ministra dei trasporti, Paola De Micheli, in merito alla proroga dei contributi pubblici per la continuità territoriale a Compagnia Italiana di Navigazione trova riscontro nella bozza del Decreto legge Rilancio.

All’articolo 209, intitolato, ‘Disposizioni urgenti in materia di collegamento marittimo in regime di servizio pubblico con le isole maggiori e minori’, è scritto infatti che “al fine di evitare che gli effetti economici derivanti dalla diffusione del contagio da Covid-19 sulle condizioni di domanda e offerta di servizi marittimi possano inficiare gli esiti delle procedure avviate ai sensi dell’articolo 4 del regolamento (CEE) 7 dicembre 1992, n. 3577/92/CEE per l’organizzazione dei servizi di collegamento marittimo in regime di servizio pubblico con le isole maggiori e minori, l’efficacia della convenzione […] per l’effettuazione di detti servizi è prorogata fino alla conclusione delle procedure di cui all’articolo 4 del citato regolamento n. 3557/92/CEE e comunque per un periodo non superiore ai dodici mesi successivi alla scadenza dello stato di emergenza in conseguenza del rischio sanitario connesso” al coronavirus. Dunque ulteriori dodici mesi dalla scadenza dello stato d’emergenza sanitaria a livello nazionale al momento fissata al 31 luglio 2020 ma che la Protezione Civile ha già chiesto al Governo di prorogare di sei mesi (se cosi fosse la convenzione con Tirrenia Cin potrebbe potenzialmente rimanere in vigore fino al 31 gennaio 2022).

Lo stesso decreto, che va ricordato deve ancora essere approvato dal Consiglio dei ministri, specifica che “l’efficacia della disposizione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea ai sensi dell’articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea”.

A proposito delle cifre i costi previsti sono quantificati dal Governo “in euro 30.285.684 per l’anno 2020 e euro 42.399.958 per l’anno 2021.

La relazione illustrativo al provvedimento ricorda che si parla di “Convenzione per i servizi marittimi di continuità territoriale con la Sicilia, la Sardegna e le isole Tremiti in scadenza il 18 luglio 2020, stipulata con la Compagnia Italiana di Navigazione– CIN S.p.A. in data 18 luglio 2012, ad esito dell’aggiudicazione della procedura di evidenza pubblica per la cessione del ramo d’azienda di Tirrenia S.p.a. in A.S., e successivamente modificata con accordo del 7 agosto 2014, approvata con decreto interministeriale n. 361 del 4 settembre 2014”.

La spiegazione per questa proroga è la seguente (e ricalca quanto già annunciato dalla de Micheli): “La misura è necessitata dal fatto che la diffusione del contagio da Covid-19 si è verificata mentre erano (e sono tuttora in corso) presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti le procedure di analisi previste dall’art. 4 del Regolamento (CEE) n. 3577/92 e dalla delibera dell’Autorità di regolazione dei Trasporti n. n. 22/2019 del 13 marzo 2019 propedeutiche alla definizione delle esigenze di servizio pubblico e alla verifica, attraverso la consultazione del mercato, della possibilità che dette esigenze possano essere soddisfatte senza alcun ricorso a misure di intervento pubblico ovvero, in subordine, attraverso il ricorso alle misure meno restrittive per la concorrenza in un’ottica di proporzionalità dell’intervento”.

Secondo quanto scritto nel Dl Rilancio “i gravi effetti economici derivanti dalla diffusione del contagio da Covid-19 sulle condizioni di domanda e offerta di servizi marittimi – soprattutto nei segmenti estivi generalmente più profittevoli – possono senz’altro inficiare gli esiti delle analisi in corso se solo di considera che la consultazione degli operatori presenti sul mercato potrebbe fornire risultati distorti, condizionati dal crollo della domanda e dei ricavi dell’imminente stagione estiva 2020, verosimilmente destinato a protrarsi anche nel corso del 2021 fino alla cessazione definitiva dello stato di emergenza e delle sue conseguenze psicologiche sugli utenti dei servizi marittimi”.

La stessa relazione illustrativa aggiunge anche altri particolari interessanti quando dice che “la consultazione del mercato finalizzata alla revisione dei servizi marittimi di continuità territoriale nel contesto specifico dell’emergenza in corso potrebbe fornire dati di benchmark fuorvianti, incompatibili con la durata verosimilmente lunga di una nuova convenzione (o eventuali obblighi di servizio pubblico orizzontali di analogo contenuto) e implicare un maggior esborso per l’erario rispetto a quanto riconosciuto oggi a C.I.N. sulla base della convenzione in vigore”.

La conclusione del Governo è dunque quella che “in definitiva, non appaiono sussistere allo stato le condizioni affinché l’organizzazione dei servizi possa beneficiare del massimo grado di concorrenza espresso dal mercato. Appare opportuno pertanto prorogare l’attuale convenzione fino a quando le condizioni di domanda e offerta dei servizi, con la conclusione dell’emergenza e la normalizzazione dei flussi di traffico, torneranno a regimi ordinari”.

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