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Nicola Capuzzo - Direttore Responsabile

Il paradosso delle crociere 100% italiane: Msc può salpare mentre Costa no



Il mercato delle crociere in Italia ad oggi non sarebbe pronto per ripartire, nemmeno con itinerari 100% nazionali. O meglio: solo una nave di una compagnia estera potrebbe salpare.

L’italiana Costa Crociere, infatti, secondo le norme attualmente vigenti non può mollare gli ormeggi perché la legge n.30 del 1998 istitutiva del Registro Internazionale esclude le navi da crociera dalle rotte di cabotaggio (sono ammesse solo a particolari condizioni le unità cargo e i traghetti ro-pax). Tutta la flotta Costa è iscritta nel Registro Internazionale dunque non rientra in questa previsione. Per poter operare itinerari su rotte di cabotaggio fra porti nazionali le navi dovrebbero essere registrare nel Registro Ordinario ma ciò non sarebbe economicamente sostenibile per la compagnia genovese perché imporrebbe costi elevati non potendo beneficiare di sgravi fiscali e contributivi previsti per gli armatori. Questo è il motivo per cui Confitarma ha predisposto un emendamento ad hoc volto a modificare la legge 38/1998 che potrebbe essere inserito già nel prossimo decreto Semplificazioni o forse sarà sufficiente modificare la norma con un decreto ministeriale.

Paradossalmente potrebbero invece navigare fra i porti italiani le navi di Msc Crociere battenti bandiera maltese (l’unica ormeggiata in Italia attualmente è la Msc Grandiosa a Civitavecchia), perché il Regolamento comunitario 3577 del 1992, all’articolo 3 comma 1, prescrive quanto segue: “Per le navi che effettuano cabotaggio continentale e per le navi da crociera, tutte le questioni relative all’equipaggio sono di competenza dello Stato in cui la nave è registrata (Stato di bandiera)”. Dunque Malta nel caso della Msc Grandiosa e questo significa che Msc potrebbe operare crociere fra porti italiani anche con equipaggio composto da marittimi extracomunitari.

Per quanto riguarda invece le navi di Msc battenti bandiera panamense non sono ammesse a operare regolarmente sulle rotte di cabotaggio fra porti nazionali. A meno che, anche qui, non si pensi di intervenire a modificare le norme esistenti.

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